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Il 4-3-3 non ingrana. Dentro il 3-5-2

A gennaio fu la scintilla che garantì alla Juve risultati strepitosi. Contro l’Udinese per esempio e contro l’Atalanta. Con le fasce forti e veloci, le partite diventano più semplici da dominare.

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Certo alla Juve il problema non sono le fasce… o sì? Vediamo!

Krasic ed Elia dovevano essere i grimaldelli per far saltare in aria ogni tipo di difesa: mai in campo, mai insieme, mai praticamente utili. Il biondo è ormai ai saluti, mentre per Elia si riaprono improvvisamente le braccia di Conte che in conferenza ha dichiarato “sta cominciando a capire, magari…”. Segnali di un risveglio forse tardivo, ma l’olandese può davvero essere l’arma in più per questo finale di stagione.

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Vucinic ha alternato prove stratosferiche a gare indisponenti. Tipo quella col Siena: deludente, tanti i palloni persi, nessun tiro in porta. Sull’esterno, in quel ruolo così massacrante, appare sprecato. Non può fornire la stessa prestazione se deve abbinare la fase difensiva a quella offensiva. A mio parere il montenegrino può essere devastante partendo dal centro e poi liberando la corsa come meglio crede.

Così quel 4-3-3, senza una condizione di forma strabiliante, e in questo momento la Juve è un po’ sulle gambe, non può proprio funzionare. Marchisio e Vidal non garantiscono più l’apporto di inizio stagione, e certo Pirlo non può risolvere da solo tutti i problemi. Se non segna Matri… il buio.

L’astinenza degli attaccanti si fa preoccupante e così il 3-5-2 appare la soluzione più idonea. Due attaccanti in zona centrale, ali che spingono liberamente e maggiormente verso il fondo del campo (costringendo gli avversari ad “allargare il campo”) e uomini giusti nei ruoli giusti.

Vedremo se è una questione di moduli. Lo vedremo già domani sera… Mazzoleni permettendo!

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