La conferenza stampa di Mourinho a fine match l’hanno chiamata show. In realtà è una penosa e vergognosa scenata di un piccolo uomo. Di allenatore lì non c’è nulla, proprio nulla. C’è solo un bambino molto ben pagato che scatena solo violenza. Per adesso si tratta di violenza verbale e speriamo si fermi a quello.

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L’influenza negativa la si è vista in campo dove una squadra ha cercato seriamente di giocare a calcio e perciò ha vinto. Stravinto e badiamo bene che all’estero la figuraccia rimediata dal Real è piuttosto clamorosa.

La figuraccia riguarda la rinuncia al calcio-giocato. Con 10 uomini dietro la linea della palla, col più vecchio catenaccio, con la caccia all’uomo (che sia Pedro, Villa o Messi), col gioco sporco di Diarra, di Pepe, di Arbeloa e di Sergio Ramos. Troppo poco per tenere testa a una squadra di calcio ben organizzata e molto disciplinata come quella blaugrana.

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Da una parte Xavi che dirige il gioco, dall’altra Pepe che picchia a più non posso. Il cartellino rosso, per quanto mi riguarda, è una summa degli atteggiamenti dei giocatori di Mourinho che, fin qui, non ho mai sentito sull’argomento calcio. Pepe è andato dritto sulla gamba, probabilmente ha solo sfiorato l’avversario, ma la smorfia e i precedenti calcioni fanno pensare a tutta la cattiveria possibile. Lo trovo un cartellino sublime.

Sul campo ha vinto e stravinto un Barca tranquillo e sereno, paziente. Perché la classe viene sempre fuori e non sempre i giochetti e i trucchetti possono avere la meglio sulla tattica e sulla tecnica. Così, è normale che Messi si sia finalmente sfogato. E’ normale che il possesso palla clamoroso abbia sfiancato e innervosito Cristiano Ronaldo, ben pettinato, ma poco attrezzato per mettere paura seriamente a Victor Valdes.

Non è stata una bella partita. E non per colpa di Guardiola, distintosi ancora una volta per l’educazione e la competenza. Attesa da molto tempo, ha deluso. Per fortuna che il giocatore più forte ha sfoderato quella giocata sul finale di partita. Serpentina e accelerazione da brividi e colpo di biliardo. 2-0 tondo, netto, contro una banda di cialtroni intenti a fischiare non si sa bene cosa, certo non la rinuncia a Kaka, Higuain, Benzema. Certo non hanno fischiato la rinuncia a giocare a calcio dei propri beniamini. Questo è un peccato: è una mancanza di rispetto alla storia del Real Madrid. Davvero un peccato!

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