Più appassionante di un libro di Agatha Christie, ma converrà prima o poi sistemare le tessere di un puzzle in realtà molto chiaro. Isla è bianconero, potrà diventare nerazzurro solo dopo un paio di passi indietro.

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Al di là di quello che pensano e, soprattutto, dicono gli opinionisti esperti di calciomercato, il nodo di tutta la vicenda è la valutazione del ragazzo. Metà cartellino costò alla Juve circa 9,5 milioni di euro. Nel contratto sottoscritto con l’Udinese è previsto (?) l’obbligo di riscatto da parte della Juve per 9 milioni. Ergo la Juve non può incorrere in una svalutazione né in una vicenda che porti Juve e Inter a scontrarsi fra un anno sulla valutazione di Isla.

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Ammortamento a parte, la Juve non può chiedere meno di 7,5 milioni di euro oggi. Per poi riscattare l’altra metà dall’Udinese e riaccendere la guerra fra 12 mesi. Un rischio che a Torino hanno ponderato.

Il secondo fattore che alimenta il dubbio di questa trattativa è il valore tecnico del cileno. Uno dei migliori esterni prima dell’infortunio, col serio rischio che il ragazzo non abbia ancora recuperato. Detto in altro modo: troppo brutto per essere il vero Isla, quello visto da Conte nel primo anno alla Juve. Sarà il caso di concedergli una seconda chance?

Ma il punto cruciale, per Conte e Marotta, è stata l’intromissione scorretta dell’Inter su Zuniga quando alla base dell’accordo raggiunto su Isla c’era proprio la “stretta di mano” fra Ausilio e Marotta. Stretta di mano che prevedeva che i nerazzurri lasciassero campo libero alla Juve sul colombiano del Napoli. Ma la parola correttezza non esiste nel dizionario nerazzurro e allora Conte, preoccupato da una trattativa lunga su Zuniga, ha stoppato tutto: o arriva prima l’esterno che sostituirà Isla, o Isla non partirà. Con Marotta che ci ha messo il carico: se Isla parte, parte alle condizioni della Juve. Inter e sedicenti esperti di mercato sono avvisati.

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