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Il curioso caso di Behrami, espulso da Mazzarri

Alla caccia del giornalismo obiettivo. Tranquilli, interrompete la ricerca: in Italia non esiste. Non una testata, oggi in edicola, a sottolineare cosa è successo intorno all’ora di pranzo fra Fiorentina e Napoli.

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Siamo nel secondo tempo, minuto 53. Brutto fallaccio di Behrami, centrocampista del Napoli. Fischio dell’arbitro e lo stadio attende con ansia il provvedimento. Perché il giallo era sacrosanto. Solo che l’arbitro non caccia fuori nessun tipo di cartellino. Sarebbe stato il secondo giallo e quindi espulsione. Le squadre erano sul punteggio di 1-1. Minuto 54: Mazzarri chiama a gran voce la sostituzione, piuttosto ansioso. Esce Behrami: sostituzione cautelativa si chiama. Più o meno stesso procedimento adottato da Conte in quel famoso Juventus-Inter.

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Solo che le coincidenze si fermano qui. Già perché né la stampa né da Firenze si sono levati cori indignati contro l’arbitro e contro il Napoli. Per esempio Della Valle ha rinunciato al suo show, per esempio la Gazzetta non ha mobilitato tutta la sua redazione nel cercare di capire se l’arbitro avesse dei contatti diretti con la dirigenza partenopea. Niente: può capitare, un giallo che non arriva, un Behrami graziato e un Napoli che ha potuto finire in 11 il match.

Eppure nel caso di Lichtsteiner poco ci mancava e il Parlamento non si riuniva per capire il motivo per cui lo svizzero fu graziato dal secondo giallo. E tanto per dirla tutta: sempre in quella partita nessuno poi si è accorto dei fallacci di Samuel, Zanetti e Cambiasso (non ammoniti). Ca vans sans dire…

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