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Il destino del campo: Conte, Leonardi, Zeman e Ranieri

Ripeteva Moggi: il campo è il solo giudice capace di emettere sentenze. Troppo per chi, pur con magheggi, non è riuscito a tenere il passo della sua Juve. Non solo sua, altrimenti si fa un torto ai vari Vialli e Ravanelli, Zidane e Deschamps, Cannavaro e Thuram, Peruzzi e Buffon, Trezeguet e Del Piero e via così.

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In quattro giorni abbiamo assistito a tutto uno spettacolo curioso. Il lamento di Conte, la nota della Juve sul trattamento ricevuto da arbitri e media, il monologo comico di Zeman, la boriosità di Leonardi e perfino il triste arrampicarsi sugli specchi di Ranieri.

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In sole 24 ore di campo è accaduto che:

  • Conte si riprende vittoria e vetta grazie alla solita prestazione gagliarda, fatta di calcio e schemi, di classe e possesso palla e finalmente di gol: 3 sberle a tutti;
  • Zeman si inceppa proprio nel giorno in cui non doveva incepparsi. 1-1, con Immobile, figlio della Juve, ancora in gol;
  • Leonardi rimedia un massacro senza precedenti al Viareggio: la Juve distrugge il suo Parma e arrivederci al prossimo anno, domani la finalissima contro il papà di De Rossi;
  • Ranieri rimedia ancora una caterva di gol, terza sconfitta nel giro di pochi giorni e buio pesto.

Senza argomenti sarebbe il caso di tacere. Si fa sempre più bella figura!

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