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Il divertimento di Allegri… e quello di Conte: questione di stile

Fu preso dal Cagliari perché potevano mallearlo con dovizia e senza problemi con l’esterno, cioè TV e quotidiani. Fu preso dal Cagliari perché economico e perché serviva uno che desse una spinta al rinnovamento della rosa. Facile scaricare, per esempio, la cessione di Ronaldinho e Pirlo su Allegri, tanto per fare due nomi.

Dopo un primo anno dove gli avversari erano nulli e la concorrenza azzerata, con uno scudetto che andava assegnato più a Ibra che ad Allegri, questa stagione è stata complicata. Partenza lenta, poi grande risalita grazie a fuorigioco non fischiati e rigori generosamente concessi quando dovevano essere concessi, cadute e uno scontro che si fa sempre più interessante.

Potrà pure vincere 10-0 sabato sera, ma resta una figura comunque mediocre. Scontri con la TV del padrone quando le cose sono cominciate ad andare male. Diverbi in diretta perfino con Sacchi dopo sconfitte dure e crude. Soliti piagnistei, questi sì, per non aver ricevuto un trattamento di favore dallo studio Mediaset Premium con il successivo allontanamento della redazione dalle interviste prima del derby perso contro Ranieri poche settimane fa. Battute mal riuscite su chissà-cosa inerente casa Juve. E’ lo stile di Allegri, uno stile che per sua stessa ammissione, sia ringraziato il cielo, non è nostro.

Allegri si diverte con poco. Per esempio, lui che ha un altro stile e che non denuncia mai i pugni di Ibra o gli svenimenti di Robinho e Pato e che ha studiato fisica e quindi spiega così un fallo in attacco del Papero piuttosto di ammettere la non esistenza del rigore… lui che ha un altro stile se la ride così:

Se ieri sera l’arbitro avesse annullato il gol di Chiellini mi sarei molto divertito.

Si è però divertito molto poco all’andata in campionato. E si è divertito ancora meno in Coppa Italia qualche giorno fa quando la Juventus B dominò la gara a San Siro. Sì perché Conte, malefico, si diverte così: con le tattiche, con le strategie e con il gioco in campo. E che goduria le conferenze stampa in cui non raccoglie nemmeno la minima provocazione e si lascia scivolare addosso ogni tipo di considerazione. Gazzetta e MediasetPremium, se la cantano e se la suonano… senza però la complicità della Juve. Sol per questo Conte meriterebbe il rinnovo a vita.

Non potendo contare su un dirigente che non dorme mai come Galliani, non abitando a Milano dove anche quando i locali chiudono… si fanno affari, Conte è costretto a studiare calcio. E a insegnarlo. Prova ne sia, fin qui, il parziale degli scontri fra Conte e Allegri, con le dovute distanze fra le rose a disposizione si intende.

Ma questo parziale è stato comunque platealmente criticato da Allegri che ha chiosato:

Il trofeo Berlusconi l’abbiamo vinto noi e quello vale quanto una partita di campionato.

Auguri Mister Allegri, sinceri complimenti per il Trofeo.