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Il Giudice Casoria: “Non tifo per nessuno quindi fare il processo Calciopoli era il mio dovere”

C’è qualcosa di molto strano. In realtà è chiarissimo tutto, ma proprio tutto.

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A luglio 2006 la mossa di piazzare Guido Rossi a capo di tutto il calcio italiano fu geniale, perché il buon Guido, uscito fresco fresco dal CdA della Seconda Squadra di Milano, ebbe l’accortezza di modificare le regole e sbattere fuori dal calcio la Juventus. Roba su cui godere per almeno 100 anni, 5 dei quali sono ormai in archivio.

Ma chi ha veramente rischiato grosso in tutta questa storia che definire farsesca è anche limitativo ha semplicemente provato a difendersi. Nel Processo di Napoli il caso è finito sotto la sapiente gestione di Teresa Casoria, un giudice femmina ma con due palle da far invidia al miglior maschio d’Italia.

D’altronde il Giudice Teresa Casoria ha una carriera invidiabile e un numero alto di processi SERI cui ha preso parte. Alcuni anche scomodi e pericolosi, quale quello contro Raffaele Cutolo e la camorra. Ma scommetto che la prima a essere sorpresa da Moratti e la sua cerchia di malfattori è proprio il Giudice Casoria.

Il Processo di Napoli cominciò con la sua magica frase: “sbrighiamoci, qui abbiamo cose serie su cui lavorare”. Intendeva, il Giudice Casoria, che a Napoli si lavora tanto e sodo su processo molto più seri rispetto a quello contro Moggi e una serie di arbitri e dirigenti. Ma mai avrebbe sospettato tutto il ciarpame e lo schifo che si sarebbe materializzato durante quelle ore di processo.

L’accusa è rappresentata in modo indegno da due PM, che ho ribattezzato Pubblici Menestrelli perché in tal modo infangano il buon onore di coloro che quel lavoro lo svolgono eticamente, nel pieno rispetto della legge morale, prima ancora che penale o civile che sia.

La seconda istanza di ricusazione dovrebbe cadere come già la prima. Se ciò non avverrà il popolo juventino, ma soprattutto quello italiano sono pregati di alterarsi prima e agire poi perché qui non viene messa in discussione la storia della Juve o la persona Moggi o il sistema delinquenziale di Bergamo, no… qui viene preso per il culo un intero paese che già nell’animo è messo in ginocchio da una classe politica scadente e insulsa. Soprattutto mi scandalizza il fatto che un qualche mio problema possa essere affrontato dai vari Auricchio, Beatrice, Capuano, Narducci, gente che dovrebbe deporre le armi e consegnare i propri tesserini per disonore e incompentenza, prima ancora che malafede e truffa.

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Fin qui abbiamo scherzato vaneggiando tifo e controtifo, sfottò e numeri da bar. Ma ora è diverso. Comincia a farsi pesante l’aria attorno a Calciopoli e di soffocare a me non va proprio.

Le parole del Giudice Casoria di questa mattina dovrebbe accendere un minimo di ardore morale in qualcuno che le ascolta, perché inducono a pensare i più brutti pensieri attorno a chi ha gestito e cavalcato questa vicenda. Passi la distruzione di una squadra, la Prima per storia e tradizione in Italia, la Seconda nella Storia del Calcio dopo il Real Madrid. Passi l’allontanamento di Moggi e di altri personaggi contro cui le accuse sono cadute già da tempo immemore. Passi tutto, ma non si buttino nel cesso principi quali la legalità e la giustizia.

Se non ci fosse la Casoria a tenere vivo ed equo questo Processo, molte persone starebbero oggi al gabbio, rinchiuse come criminali, mentre i veri criminali stanno fuori a godersi la vita, a fare i presidenti di squadre di calcio, a collezionare trofei di cartone e trascinare su un fondo fangoso il povero calcio italiano.

Italia svegliaaaaaaaaa!

Chiudo con le pesanti accuse velate del Giudice Casoria, parole che dovrebbero far riflettere in un paese normale. Ma questo non è un paese normale. E’ il Paese di La Russa, di Berlusconi e di Moratti. Un paese destinato a una fine tragica, forse già cominciata:

Ho sostenuto l’accusa in processi importantissimi, non avevo alcun interesse in questo processo, il calcio non lo conosco, non tifo per nessuno quindi fare il processo era il mio dovere. Ci si astiene se c’è motivo di farlo perchè svolgere i processi è un dovere. Devo notare come è stato strumentalizzato in tutti i modi questo procedimento. Il pm Beatrice addirittura si era lamentato perchè facevo cominciare il processo troppo in fretta. Quando vennero rigettate le richieste per le parti civili si rischiava la paralisi di Calciopoli perchè il pericolo era di avere in udienza come parte civile ogni singolo tifoso di calcio. Invece siamo arrivati alla fine del dibattimento.

E adesso caro Giudice bisognerà tirare le somme. Non si accetta null’altro che giustizia! Quella vera!

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