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Il Marotta che volevamo

Finalmente. Tre anni ad attendere un direttore generale che non facesse rimpiangere troppo Moggi e che certamente facesse meglio de Le Comiche (all’anagrafe Jean Claude Blanc e Cobolli Gigli).

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E’ un Marotta diverso, quasi avesse preso coscienza del ruolo che sta ricoprendo. E’ un Marotta più tosto, molto meno educato con chi non merita educazione e cioè i nostri avversari sul campo e i media.

E’ di ieri la risposta più pregiata, nei confronti dell’arroganza dei dirigenti della Fiorentina: “Jovetic? Siamo a posto così, il mercato è lungo e magari ce lo prestano gratis”. Si tratta di una mazzata per la Fiorentina che sta per chiudere l’onerosa operazione per Mario Gomez e per tutti i servili operatori della stampa nazionale sportiva che avevano lanciato l’ipotesi che segue: Quagliarella, Isla e Marrone più 5 milioni per Jovetic. Più caffé e brioche!

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Presi Tevez e Llorente, per Marotta versione 2.0 arriva il momento di cedere. Servirà tanta diplomazia sul fronte delle comproprietà, ma con le persone per bene si ragiona facile, tipo Pierpaolo Marino. Che non è Preziosi per il quale mi aspetto una qualche batosta della Juve: per il collo non deve più prenderci nessuno. Dettiamo noi legge: come in campo, come fuori!

Oggi può essere il giorno di Ogbonna. Le voci provenienti da Torino dicono che sia stato Conte a chiedere questo rinforzo. Tale da completare il reparto arretrato, preparare magari il futuro Barzagli e dare allo stesso Conte diverse importanti alternative tecnico-tattiche. Per Cairo sono pronti contanti (circa 12 milioni di euro: qui la domanda è se Ogbonna li vale tutti) oppure una contropartita da scegliere fra Immobile e De Ceglie per abbassare il cash. Di certo i 15 milioni richiesti da Cairo non verranno onorati.

Così come l’Inter dovrà onorare la richiesta bianconera per Isla. Qui – lo juventino che è in me – non farebbe alcun favore a Mazzarri, specie se Mazzarri è l’allenatore dei nerazzurri. Che si cerchino rinforzi altrove, non in casa bianconera. E se in casa bianconera, che paghino allora quanto richiesto: 7,5 milioni di euro. Non un centesimo di meno.

Avanti Beppe: ora sì che ci piaci!

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