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Il mercato di Marotta, secondo me

Il mercato della Juve era partito all’insegna dei top player: Tevez, Aguero, Beppe Rossi. Nessuno di questi è arrivato, ma ciò non significa che Marotta e Paratici non si siano mossi. Anzi tutt’altro.

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La Juve si è assicurata uno dei più forti centrocampisti degli ultimi 20 anni: Andrea Pirlo. Nel precampionato ha abbondantemente mostrato tutta la sua classe e come può essere utile ad Antonio Conte. Semplicemente va trovato un equilibrio col partner centrale al fine di garantire solidità a tutto l’undici in campo. Il suo partner sarà uno fra Marchisio e Vidal.

Il cileno è stato strappato al Bayern Monaco addirittura a una cifra inferiore rispetto all’offerta dei bavaresi e questo, insieme alle parole del giocatore secondo cui il fascino della Juve era ben superiore ai tedeschi, ha mandato su tutte le furie Karl Rummenigge.

C’era da tappare la falla del terzino destro ed è arrivato uno dei migliori esterni difensivi degli ultimi due campionati e cioè lo svizzero Lichtsteiner (pagato quanto Kjaer).

C’era da vendere e si è venduto: quasi 15 milioni di euro da Felipe Melo (prestito a 1,5 e poi riscatto a 13 più bonus), ben 7 da Sissoko, e poi i vari ingaggi risparmiati (Grygera su tutti).

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Per evidenti difficoltà e un atteggiamento vergognoso non sono invece stati ceduti Iaquinta e Amauri, cioè i giocatori che potevano garantire soldi fresche nelle casse bianconere, cioè i giocatori che forse hanno impedito di poter arrivare ai nomi di cui all’inizio di questo articolo. Spero che la società prenderà provvedimenti contro questi due bambini capricciosi.

E veniamo agli altri acquisti. Non è un mistero, e non sottolinearlo sarebbe ridicolo, che la Juve aveva effettivamente ricevuto il gradimento di Aguero e Beppe Rossi e altri nomi (Aquilani e Inler, tanto per citarne due), ma hanno pesato altri fattori: economici e contingenti.

Antonio Conte ha posto il veto su diverse trattative, Bastos e Vargas, e ha richiesto esplicite pedine, Giaccherini e Elia. Scommesse, come il paraguaiano Estigarribia arrivato per due noccioline e stipendiato altrettanto. Scommesse su cui la Juve sta puntando forte, come il riscatto di Quagliarella, la conferma di Matri e l’inserimento di Vucinic.

Ecco il vero colpo dell’estate. Il montenegrino era il primo nella lista dei desideri dell’allenatore bianconero e le prime partite ne hanno dimostrato la piena compatibilità col gruppo di attaccanti e con l’idea di calcio offensivo di Conte. È costato poco: 15 milioni di euro, rispetto ai 30 necessari per Beppe Rossi o i 45 sborsati dal ManCity per Aguero. Chissà che non renda di più di questi due fenomeni. Di certo proprio la valutazione dell’ex romanista ha portato altro acquisti, altrimenti impossibili.

Già perchè l’unico ostacolo a chiudere col Villareal o con l’Atletico Madrid era di natura economica: impossibile soddisfare quelle richieste. Chi non vuole capire questo dovrebbe avere almeno la buona educazione di non lanciarsi in linciaggi e critiche aspre e non commisurate alla realtà dei fatti.

Infine non bisogna dimenticare che tutte le trattative sono state avallate, come mai dopo Calciopoli, dal tecnico che poi dovrà lavorare col gruppo. Ecco perchè a 50 giorni dalla presentazione Reto Ziegler è stato costretto a firmare coi turchi. Progetto e idee molto chiare. Chissà se pure i tifosi godranno di idee chiare.

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