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Il nuovo modulo guiderà il prossimo mercato della Juve?

Antonio Conte è un allenatore intelligente. Sarò evidentemente di parte, ma c’è un dato oggettivo che lo dimostra e non è la classifica.

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Arrivato a Torino con il chiodo fisso del 4-2-4 sin dai primi giorni Antonio Conte si è ritrovato un gruppo poco incline alla sua idea di gioco, almeno in quel 4-2-4 che ha divertito Bari e Siena. Il problema principale, subito evidenziato dalle prime uscite, è rappresentato dagli esterni in gruppo: Elia non ingrana, Estigarribia si deve ambientare, Krasic è semplicemente regredito, Giaccherini stava facendo benino prima dell’infortunio e Pepe è il gioiello del reparto. Poco, troppo poco per supportare quel 4-2-4.

Gli ultimi arrivi, appunto Elia, ma soprattutto Vidal, hanno permesso a Conte di varare un nuovo modulo. Nuovo modulo che presenta diverse varianti, a seconda dell’interpretazione tattica degli uomini in campo: si parte con un 4-2-3-1 che poi sulla carta si trasforma in 4-3-3 o in un vero e proprio 4-5-1 in assetto difensivo. Una sorta di corazza che fin qui ha permesso alla Juve di proteggersi, di attaccare con molti uomini e condurre il gioco in modo europeo, con un possesso palla che in Italia si è visto davvero poche volte.

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A oggi Elia è ancora irrintracciabile, anche se chi lo ha visto all’opera giura che tornerebbe utilissimo a Conte, mentre Krasic è un mistero di difficile risoluzione. Di certo c’è che Conte chiederà qualche rinforzo. In difesa in primis, per blindarla del tutto e concedere un po’ di fiato ai 4 moschettieri che fin qui hanno agito da titolari inamovibili. E a centrocampo dove manca un’alternativa valida ai tre tenori Pirlo-Marchisio-Vidal.

Chi parla di colpo in attacco sta forse facendo male i conti: Vucinic non si tocca, figuriamoci Matri, mentre Quagliarella rappresenta il vero acquisto bianconero di gennaio posto che il suo rientro può dirsi definitivo. Del Piero è il jolly buono in qualunque situazione.

Ma sul mercato cosa cercare?

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