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Il paradosso Bonucci

Analizziamo uno dei tanti paradossi che stiamo vedendo da sei anni a questa parte: Bonucci e il calcio scommesse.

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Il suo grande accusatore, Andrea Masiello, ex bianconero difensore del Bari ai tempi del fattaccio. Masiello viene sentito dalla Procura di Bari due volte. Nel primo interrogatorio racconta che un titolare di un’agenzia di scommesse di Bari lo avrebbe contattato chiedendogli se poteva impegnarsi a fare in modo che la partita Udinese-Bari finisse con molti gol. Nel secondo interrogatorio Masiello precisa che dopo la richiesta di questo signore si era attivato nei giorni precedenti la partita contattando suoi compagni di squadra negli spogliatoi di Bari,tra i quali c’era anche Bonucci, riportando quanto detto anche alla procura di Cremona.

De Tullio, questo l’uomo che contattò presumibilmente Masiello, sentito a Bari, fa dichiarazioni divergenti rispetto a lui.Dichiara che prima di quella partita due amici di Masiello si erano presentati da lui per realizzare una puntata su quella partita, Giacobbe e Carella, a cui avrebbe consegnato in seguito la vincita. In un secondo interrogatorio dichiara invece che i soldi della vincita li avrebbe consegnati direttamente a Masiello. De Tullio in pratica smentisce Masiello sul fatto che sia stato lui a chiedergli di combinare la gara. Giacobbe, uno dei due scommettitori, viene sentito dalla Procura di Bari e riferisce che Masiello gli aveva detto che Udinese-Bari sarebbe finita in parità: 2-2. Giocò quindi per sicurezza sul pareggio e non sul risultato esatto. Ma prima di scommettere chiese conferma a Masiello, il quale gli riferì che erano in 9 del Bari ad essere d’accordo e questa confessione venne fatta da Masiello a Giacobbe nel bagno dell’aeroporto.

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Sembra chiaro quindi che la decisione di provare a taroccare Udinese-Bari venne presa da Masiello alcuni giorni prima della partita. Masiello ai PM di Bari e di Cremona afferma di aver contattato Bonucci, insieme ad altri nei giorni precedenti la partita. Bonucci, sentito a Bari smentisce Masiello affermando che la settimana precedente Udinese-Bari era stato in ritiro con la Nazionale ed era rientrato a Bari la sera di mercoledì, giovedì era rimasto a casa a riposo e si era presentato all’allenamento del venerdì pomeriggio. Il sabato poi erano partiti in aereo alla volta di Udine. Era quindi impossibile che Masiello lo avesse contattato nei giorni precedenti la partita, non trovandosi egli a Bari per l’impegno con la Nazionale. La Procura di Bari ha creduto a Bonucci e non lo ha rinviato a giudizio lo scorso 22 giugno, quando ha invece rinviato a giudizio Masiello, Carella e Giacobbe per associazione a delinquere e frode sportiva.

Ma se la vicenda penale di Bonucci era destinata all’archiviazione, la vicenda sportiva diventava invece una questione del tutto differente, guarda caso. La Procura federale, ricevute le carte dalla Procura di Bari, sente Masiello che modifica completamente le sue dichiarazioni rispetto alle tre precedenti. Dichiara infatti a Palazzi che Bonucci non era presente quella settimana a Bari e che si era aggregato in ritiro e venne contattato durante il tragitto dall’aeroporto di Udine all’albergo. Una nuova versione quindi che Masiello ricorda dopo essere stato rinviato a giudizio a Bari dopo aver preso visione di tutte le carte processuali, e che viene riferita solo a Palazzi e mai ai Pm che lo hanno interrogato in precedenza. Ma l’aver contattato Bonucci negli spogliatoi di Bari nei giorni precedenti o averlo avvicinato sul pullman che dall’aeroporto di Udine portava la squadra in albergo è una differenza che per il buon Palazzi ha davvero poco conto.

Masiello riferì che erano in 9 del Bari ad essere partecipi e che la partita sarebbe finita 2-2, prima di contattare Bonucci, secondo la versione fatta a Palazzi. Ci sono invece dichiarazioni di altri testimoni che asseriscono che né Bonucci né Ranocchia risultavano aver mai partecipato a taroccamenti. Ma il metodo della Procura federale come al solito lascia basiti e francamenmte non riesco a trovare nessuna affidabilità sull’operato di Palazzi. Bonucci viene tirato in ballo da una nuova versione che viene ricordata dal pentito di turno solo davanti a Palazzi, che rivede le precedenti dichiarazioni fatte ai PM, e la stessa cosa è successa a Conte con Carobbio.

Che credibiltà dà tutto questo al nostro paese? Masiello per quella partita incriminata avrebbe ricevuto 8000 euro da dividere con altri otto compagni. Chi per una fumata di sigarette si sarebbe giocato la carriera? Io purtroppo non riesco a darmi risposte a domande che ormai nel nostro circuito viziato sono all’ordine del giorno, e spero sempre più che il popolo bianconero, quello vero, finalmente possa far sentire non la sua voce, ma la sua rabbia!

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