Uno dei più grandi misteri della storia: chi sta dicendo la verità? Chi sta mentendo? Soprattutto: chi non ne sta capendo nulla?

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All’ultima domanda si può tranquillamente rispondere: il tifoso nerazzurro. Il tifoso nerazzurro non ne sta capendo più nulla. Dopo il 3-0 subito a Londra e l’1-0 contro il Bologna Moratti era stato chiaro:

Branca e Stramaccioni? Restano solo con i risultati.

Nel mio vocabolario la parola “restano” associata a “risultati” descrive un piano preciso: se vincono e/o raggiungono determinati obiettivi, allora restano. E’ un periodo ipotetico fra i più semplici, facilmente traducibile anche in inglese usando le più semplici forme verbali. Ma forse io ragiono in modo semplice.

Dopo il 4-1 a favore, con successiva eliminazione e un grosso dispendio di energie per essere andati invano ai supplementari, Moratti si è invece espresso così:

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Eroici. Una grande Inter e un bravissimo Stramaccioni.

Si va avanti con la pancia, con gli istinti animali che sono molto diversi da quelli dell’uomo destinato a ragionare, a usare una mente razionale e lucida. E’ il paradosso della sua gestione nerazzurra: senza capo né coda, senza coerenza, senza idee. Anni di non vittorie, solo di fumate bianche parziali, inutili ai fini della storia e delle competizioni. Arrivi lì lì all’impresa e poi vieni sbattuto, battuto, eliminato. E’ sempre accaduto così: qualcuno se ne può rendere conto?

Due squadre, Tottenham e Inter, imbarazzanti dal punto di vista tattico, con Villas Boas e Stramaccioni costretti forse a un passo di carriera eccessivo. Villas Boas non si era accorto di avere per le mani un Porto che poteva giocare senza allenatore, Stramaccioni probabilmente aveva bisogno di un po’ di anni di gavetta.

Eroici, strepitosi, bellissimi, fanno paura i nerazzurri, ma… sono fuori. Sbattuti fuori. Resiste solo la Lazio che però viene oscurata dal grande Stramaccioni sbattuto fuori da Villas Boas che dovrà ben specificare se ha solo scherzato a San Siro o credeva davvero in quel disegno tattico.

Oggi ci sono tifosi nerazzurri contenti, contentissimi. La speranza è che anche stavolta non ci vedano dietro l’eliminazione l’ombra oscura di un Moggi, la mano violenta della Juve. E mi vien da ridere: eroici, amala, strepitosi. Così a me non vengono le parole per descrivere la mia squadra. Forse perché… ho un altro vocabolario.

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