Menu Chiudi

Il Processo GEA smonta Calciopoli

A leggere la rosea qualcuno ha deve aver capito male. Molto male. Ci sarebbe da chiedere le dimissioni di certi malfattori che si spacciano per giornalisti. Ci sarebbe da indignarsi forti, ma in questo paese il fondo non arriva mai. Si va sempre giù, sempre più giù, sempre più forte.

Advertisment

A leggere il Corriere dello Sporc qualcuno deve aver capito male. Molto male. Chi ha firmato l’articolo deve aver bevuto. O forse si è inventato tutto.

Non si capisce più dove finisce l’incompetenza e dove comincia la malafede.

Il Processo GEA segna un’altra data importante, ma a quanto pare c’è stato un malinteso. I sudditi in rosa hanno titolato che “Ancora condannati i Moggi” e più o meno lo stesso lavoro hanno fatto al Corriere romano. In realtà è accaduto esattamente il contrario.

I Moggi sono stati effettivamente condannati. Il problema è il motivo della condanna: violenza personale. In pratica, per costruire una Juve sempre più forte Luciano Moggi, Direttore Generale bianconero, ha con forza ottenuto il trasferimento di un paio di giovani (per i quali è condannato il figlio Alessandro) e di Amoruso e di Blasi. Per questa violenza personale i tifosi bianconeri hanno poi potuto tifare Vieira e Ibrahimovic, tanto per fare i nomi dei sostituti dell’attaccante e del centrocampista italiani. Violenza personale, come coloro i quali vengono condannati per aver detto parolacce a un pubblico ufficiale.

Advertisment

Niente da fare invece per il perno fondamentale di Calciopoli: l’associazione a delinquere non è esistita. Non ci sono le basi, non ci sono i presupposti, niente di niente. Non c’era la Cupola. E questo non è un piccolo dettaglio. Anzi, potrebbe essere proprio la svolta per il Processo di Napoli dove oltre 100 testimoni hanno mandato in frantumi il progettino disonesto di Moratti, Auricchio e dei Pubblici Menestrelli.

Più che le parole del giornale colore rosa-suino, ecco il commento del più grande intenditore di calcio di questo paese:

Il castello accusatorio dei PM di Roma è crollato del tutto. La sentenza di appello ha confermato che non è mai esistita nessuna associazione a delinquere che manovrava illegalmente il mercato. Sono stato condannato invece solo per aver fatto bene il mio lavoro ed aver difeso gli interessi della Juventus. Quando Blasi tornò alla Juve dopo il prestito al Parma ed una lunga squalifica per doping mi chiamò uno che si qualificò come suo procuratore, quando invece nei documenti della Juventus risultava Zavaglia come procuratore del calciatore. Gli risposi “adesso ho da fare”. Poi andai dal calciatore e gli dissi “tu vieni da una lunga sosta ma se mi dimostri il tuo valore a fine anno ti darò l’aumento che meriti, in base alle disponibilità della Società.” Ed infatti a fine anno Blasi ebbe il suo prolungamento con un vistoso ritocco dell’ingaggio. Se questa è violenza privata, allora a Cellino cosa dovrebbero fare per come si è comportato con Marchetti? Solo la Gazzetta dello Sport, come al solito, ha fatto un titolone accusatorio contro di noi per la sentenza di Roma, ma voglio ricordare loro che esistono tre gradi di giudizio…

[Luciano Moggi]

Sia lodato…

Advertisment