Fin qui, in attesa che l’Italia entri in campo questa sera, la migliore Nazionale vista e piaciuta è certamente la Germania. Espressione perfetta di un mondo che è cambiato, negli aspetti sociali soprattutto. Gente di colore, gente che tedesca non lo è, gente che lo è a metà. Ma è un gruppo solido, unito e pare pure molto compatto. Il capitano Lahm, 25 anni, si è detto meravigliato per le caratteristiche tecnica di una Germania da sempre affidata all’orgoglio e al carattere dei suoi interpreti. Questa Germania ha talento, ha fantasia, ha corsa e voglia di stupire. Il tecnico Low ha assemblato un undici molto dinamico, con movimenti gradevoli. Giocano di prima, sono capaci a cambiare ritmo, la dinamica è corale. Gli esterni Podolski e Muller fanno un gran lavoro e garantiscono superiorità, corsa e perfino reti. Klose fa un lavoro eccezionale aprendo gli spazi per i centrocampisti. Tempo fa un ragazzo mi disse che la Juve probabilmente aveva sbagliato ad acquistare Diego e che lui preferiva Ozil. Difficile dargli torto riguardando questo anno di calcio. Il 4-0 è tondo tondo, anche se va fatta la tara con una Australia fin troppo arrendevole e con le idee confuse, tutta un’altra cosa rispetto all’undici di Hiddink quattro anni fa.

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L’Inghilterra di Capello delude. Troppa pressione o troppe aspettative. Poca fantasia, ma molta corsa. L’idea è che la Nazionale sia bloccata dal troppo clamore creato attorno alla figura di Don Fabio. Le potenzialità ci sono, certo se poi il portiere Green ne combina una a partita allora diventa dura. Il verdetto è rimandato.

Fino ad adesso non ho capito bene se è il Mondiale di Messi o quello di Maradona. Di certo il giocatore più forte di tutti i tempi ci sta mettendo del suo, con atteggiamenti palesemente buoni per le telecamere e con quel suo prendere il calcio con leggerezza e con la giusta cattiveria. Un tecnico fuori dagli schemi canonici, perfino pure elegante. Il suo alter-ergo Messi è autore di una prestazione autorevole nonostante il bottino nullo in fase realizzativa. E’ la punta di diamante che se ingrana dà la svolta alla squadra intera. Maradona ha costruito uno schema che tenta di coprire le lacune difensive dei sudamericani. Il modulo è una sorta di 6-4: tutti in difesa, poca spinta e attacco affidato ai magnifici quattro. Da questi ultimi è escluso Milito: l’Argentina può prescindere dal pur bravo attaccante nerazzurro, così come può fare a meno di un rallentatore di gioco come Cambiasso a tutto vantaggio del vecchietto Veron che fa correre il pallone a beneficio dei folletti in attacco. Velocità, estro, Tevez, Messi e Higuain: ecco l’Argentina di Maradona che dimostra comunque di avere il gruppo in mano. Curioso di capire dove potrà arrivare.

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La Serbia di Stankovic non è stata deludente, come qualcuno ha detto. E’ stata semplicemente la solita Serbia. Lo scorso Mondiale salutò tutti con zero punti. Idee tattiche assenti, equilibrio precario, attacco nullo. Deludente il capitano giocatore nerazzurro, imbarazzante l’apporto di Krasic (non è che sta subendo il tira-e-molla tra CSKA e Juve?), piuttosto scarso il contributo di Kolarov. Per quanto mi riguarda, a meno di colpi di scena clamorosi, la Serbia è già fuori visto che il prossimo match sarà contro la Germania. Sorprendente il Ghana che oltre la forza fisica mette in mostra una buona organizzazione di gioco e una discreta tecnica.

La Francia non è un pericolo. Fino a quando su quella panchina ci sarà Domenech, beh sarà tutto facile. Spogliatoio spaccato, ruoli poco chiari. Gli assi non bastano se poi questi vanno in campo senza consegne precise. Almeno questa è l’idea che mi sono fatto.

E stasera tocca a Lippi. Sarà un 4-2-3-1 con l’esperimento di Marchisio trequartista e Montolivo in cabina di regia. Anche se credo che la tattica sarà leggermente diversa durante le fasi di gioco. In attacco Pepe, il sesto juventino in rosa in attesa di altri due colpi, e Iaquinta sosterranno Gilardino. Fuori Di Natale e per me lo stupore è assente: fuori dal campetto parrocchiale di Udine Totò ha sempre dimostrato di soffrire pressione e di non reggere il confronto coi grandi. Il che non è una colpa, ma una semplice condizione umana. Le qualità tecniche non si discutono, ma i valori assoluti vanno poi messi a confronto con i vari contesti che la vita ti impone.

In chiusura mi piace sottolineare quanto segue. L’Australia ha la sua punta di diamante in un giocatore del Sassuolo, Serie B. Ghezzal (Siena) è stato espulso in 15 minuti, l’ex-viola Kuzmanovic ha sulla coscienza i tre punti persi dalla sua Nazionale, Lukovic (Udinese) si è visto sventolare contro un giusto rosso. E poi dicono che la Serie A è il campionato più bello del mondo. Qualcosa da rivedere c’è!

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