Il mio è un parere che diverge e si discosta da quanto scritto dalla stampa o affermato in TV. A me l’Italia non solo non è piaciuta, ma faticherà a piacermi se Lippi non provverderà subito ad aggiustare alcuni punti tattici.

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Purtroppo ho la testa dura e sono convinto che certe manifestazioni, tipo il Mondiale o la Champions, vanno affrontate più con la testa che col fisico e la sola tecnica. La testa? Già, anche volgarmente detta “le palle quadrate”. Gente con personalità che non ha paura di prender palla fra due avversari. Gente che si smarca perché non ha paura di sbagliare o di tentare la giocata. Gente che negli occhi leggi tanta convinzione e la giusta rabbia agonistica. Nei campetti di periferia trovi un sacco di gente che a calcio ci sa fare, dei fenomeni. Ma tolti di lì diventano agenllini indifesi che cercano la protezione nell’anonimato più assoluto: meno mi si vede e meglio è. Da questa condizione umana naturale ieri è uscito Montolivo, autore di un secondo tempo buono, non ottimo, ma buono. Legnoso nei contrasti finalmente e autorevole a tratti con la palla al piede. Palla che però finisce poche volte a bersaglio, sia che si tratti della porta (un solo, seppure pericolo, tiro in porta) sia che si tratti di un compagno che ha offerto l’appoggio in fascia (più spesso Pepe). Speriamo nel ritorno a breve di Pirlo perché questa Nazionale e questo schema di gioco non possono prescindere dai piedi di Andrea!

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Uno schema, quello di Lippi, che mi lascia perplesso: Marchisio non è un trequartista e quei due simil-registi dietro di lui lo tagliano costantemente fuori dal gioco. Marchisio non è un trequartista perché non ha i tempi per andare in orizzontale al giocatore in fascia e infatti lo troviamo sempre largo a sinistra a pestarsi i piedi ora con Criscito ora con Pepe. Da rivedere la sua posizione perché il potenziale del bianconero è notevole, ma annullato se messo lì a galleggiare nel nulla. Gilardino è stato scartato dal Milan non per una questione di pelle, per un fatto epidermico come diceva l’immenso Lino Banfi: ma per una ragione precisa e cioè non riusciva a sopportare la pressione di San Siro. Prende pochi falli spalle alla porta, poche volte gioca come sa con l’avversario dietro di lui, non infila mai la profondità, non lo si vede sotto porta. Alberto, ci sei? Scommetto che domenica pomeriggio Pazzini prenderà il suo posto: serve freschezza e quella pazzia che Gilardino al momento non è in grado di offrire. Ha bisogno assolutamente, viceversa, di un uomo che gli stia al fianco, uno come Mutu per esempio. Iaquinta largo in fascia a fare l’ala pura non serve: ok terzo attaccante, meglio quando può giocare da attaccante-secondo sul finale di gara. O di Iaquinta usi il fisico (cioè corsa, cross e contrasti) o meglio puntare su un altro uomo. Il nervosismo di De Rossi era palese ieri sera, ma la sua personalità per reggere l’urto degli avversari è fondamentale. Bene per il gol che dovrebbe consentirgli di acquistare maggiore serenità. Inoltre, sorrida un po’ di più che sta giocando un Mondiale ed è un punto fermo della Nazionale di Lippi.

I migliori, ieri sera, sono stati Pepe (moto perpetuo, che Marotta abbia azzeccato la sua prima mossa da Juventino?) e Cannavaro (maledetto lui e l’anno di riposo che si è concesso). Propositivo Criscito, bene anche Zambrotta che però è solo un timido ricordo di quel treno che fu alla Juve. L’inserimento di Camo, non al meglio, è stato in parte determinante. Ha dato vivacità e ha fatto vedere cosa significa avere personalità, con quelle solite macchie argentine: un pestone e un rischioso-secondo-giallo-mancato, tanto per far capire al centrocampo suadmericano che legnare ancora Montolivo… beh proprio non si poteva. Peccato non ci fosse Gattuso in campo. Per il futuro, speriamo in un cambio di ritmo dei nostri. A proposito, notizie di Buffon? No perché Marchetti è bravo, ma Buffon è Buffon.

Gli altri match hanno visto un colore arancione più tendente al marrone, senza facili allusioni, per carità. Scialba, lenta, a tratti involuta. Dov’è l’Olanda meravigliosa cantata dalla stampa? Si salvano in pochi visto che l’andamento generale è ben al di sotto delle aspettative. Si salva Snejder per il quale vale il poco aiuto che i compagni gli offrono. Si salva l’orgoglio e il cuore immenso di Kuyt e si salva pure quello strano oggetto di nome Elia accostato alla Juve. 22 ani, dinamismo, coraggio. Non credo valga però tutti quei soldi. Non commento poi Giappone-Camerun, uno perché faticherei a indicare i giocatori dell’est, due perché non capisco di quali leoni la stampa parla. Io ho solo visto gente sopravvalutata e un atteggiamento da prime donne. Troppo critico? No, se leggete oggi i giornali inglesi, no!

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