A pensarci bene, 4 anni fa non mi sarei preoccupato. Anzi, avrei atteso la mezzanotte del 1 settembre 2010, convinto di poter leggere sui giornali o sui internet l’ennesimo colpo targato Moggi. Per tutta l’estate i suoi movimenti consentivano la scrittura di editoriali, di piani, di articoli, di approfondimenti. E poi, come al solito, il nome a sorpresa. Mi ricordo ancora lo stupore assoluto quando, dopo l’esame di accesso all’Università, comprai il giornale con un titolone grosso così e due nomi: Ibra e Cannavaro.

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Oggi invece è tutto diverso. Oggi è molto diverso. E il silenzio pesante che sento attorno alla Juve un po’ mi infastidisce. Colpa loro, non mia. Vorrei certezze e invece sono costretto a ingoiare giorni di dubbi, di nomi, di progetti che cambiano forma e contenuto ogni ora. Il silenzio di Marotta e Andrea Agnelli però comincia a piacermi. Come quelle sensazioni strane che ora ti fanno star bene, ora ti provocano dolore. La speranza è che dietro tale silenzio si nasconda un serio progetto, si nascondano lunghe discussioni su cosa fare.

E’ strana pure la sensazione che da un giorno all’altro ti aspetti che questo è stato ceduto e che l’altro nome è praticamente fuori dai giochi. Ti aspetti di leggere cifre e contratti siglati. Soprattutto in uscita, soprattutto certi cognomi con cui convivo da anni. Mentre in entrata sarà un terno al lotto: giovani? Italiani? Esterni? Chi sarà il bomber?

Dovrò pure fare i conti con certa gente che rimarrà. Irrimediabilmente rimarrà per tutta una serie di problematiche: niente mercato, ingaggio alto, tasso di gradimento vicino allo zero. Inutile fare i nomi, tipo Amauri o Grygera, Zebina o Grosso.

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So, almeno credo, anzi voglio credere, che Marotta ha già da un po’ iniziato una sorte di confessione dei vari appartenenti alla Juve. Buffon ha confermato addirittura una chiacchierata avvenuta qualche settimana fa. Per Chiellini è imminente un incontro. Tutti gli altri devono superare l’esame-Marotta. Era da tempo che la Juve non aveva in società un uomo capace di tale lavoro. C’è bisogno di gente da vera Juve.

L’allarme lanciato da Buffon e Chiellini è fastidioso: “c’è bisogno di gente che sputi sangue per la Juve!”. Che non è una frase rivolta al futuro, ma più propriamente al passato, al recente passato. Che qualcuno si sia fatto gli affaracci propri è lampante. Che qualche altro abbia permesso il perdurare di questa situazione è intollerabile. Quindi è così che si spiega l’allontanamento di Bettega? Non ha saputo mettere una pezza all’interno del gruppo Juve? Non riesco francamente a darmi ulteriori e significative spiegazioni. Eppure Roberto Bettega ha permesso in pochi giorni di liberarsi di due catorci come Molinaro e Tiago, ricavando denaro che ora Marotta intascherà. Eppure Bettega è l’autore dell’acquisto di Candreva che la Juve non può lasciarsi sfuggire. Ma quello che è fatto è ormai fatto.

Se c’è un uomo che più di tutti sa cosa significa giocare nella Juve questo è Del Piero. Sarà logoro e sarà pure vecchio, ma il suo carisma, la sua intelligenza, almeno per questo anno, sarà merce preziosa. Sarà l’ultimo anno. Poi scadenza, forse un’esperienza all’estero motivo studio, e quindi il rientro in società con qualche ruolo di primo piano. Capitano, io sono con te. Sempre, da 17 anni. Perché da te non ho mai avuto delusioni e perché non mi hai mai dato motivo di lamento. E sapere che non c’è nessun nuovo Del Piero all’orizzonte mi mette tristezza. Solo Chiellini e Marchisio mi fanno ritrovare il sorriso. E ringrazio Moggi Luciano per averli allevati e consegnati al presente.

Il resto è tutto un silenzio, di quelli da far paura. E dal silenzio vorrei qualche voce forte, sicura. Vorrei certezze. Io attendo, la Juve è sempre la Juve! E questa mi sembra più Juve degli ultimi quattro anni!

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