Diventa dura andare sul blog per scrivere due righe. Che poi mi dispiace pure, visto che si parla di Juve, di opinioni, di idee, di sentimenti. Ma l’Italia non permette più certe libertà, in un imbastardimento dell’informazione generata da autentici terroristi mediatici.

Advertisment

Da domenica a mercoledì notte abbiamo assistito a tutto. Gli attacchi a Chiellini, reo di aver preso un po’ troppe gomitate ed essere andato al tappeto, e i soliti beceri attacchi alla Juve. Proprio quando la Roma prende tre punti sporchi, visto il fuorigioco di Mattia Destro. Proprio quando si riaccende la vena Calciopoli alla Gazzetta e a Moratti.

Che Paese siamo diventati? Uno di quelli viverci è ormai complesso, specie se conservi quella strana fantasia di commentare in modo spassionato sì, ma un minimo obiettivo.

Advertisment

La doppietta di Tevez non serve a nulla, visto che la polemica la generiamo comunque. E siamo ormai alla pratica costante non solo della bugia, ma anche della vergognosa sparizione dei fatti. Anticipi che diventano rigori, falli subiti che non valgono più, giocate da campioni che si tramutano in errori evidenti raccontati ora da Pagliuca ora da ex calciatori del passato di cui perfino la Panini ricorda nome e cognome, ma soprattutto “ma chi cazzo sei?”.

Che commentavo a fare? Che Tevez è lassù nella classifica marcatori, già a 18 reti? Che la Juve ha distrutto record su record e viaggia a un ritmo infernale? Che la macchina da guerra del catenacciaro Conte ha numeri importanti in attacco? Che i bianconeri vincono pur non giocando bene, colmando un gap del passato?

Resta la polemica. Dei vari De Paola & Co. pronti a dire la qualsiasi, in barba a nemmeno un residuo di dignità professionale e non solo. Polemica vuota e falsa. Polemica anche assurda. E quale miglior “prostituta” di Mourinho al quale affidare l’ultimo pensiero: “se la Juve vince la Europe League non avrà fatto nulla”. Che dirti Josè. Se il periodo storico si misura dai suoi protagonisti sulla stampa e in TV, allora è proprio un periodo di merda.

Advertisment