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Il vero problema: il sistema marcio della “giustizia” sportiva

Patteggiamento. Una parola improvvisamente sulla bocca di tutti. Un uomo solo al centro del mirino, come sempre in questi ultimi mesi. Antonio Conte, il capitano di mille battaglie e il condottiero dello scudetto dei record.

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Non voglio parlare dell’opportunità o meno di patteggiare, che stando alle voci sembra essere una scelta societaria imposta a Conte, dato che è già stato fatto da IoJuventino in un precedente articolo.

Vorrei spostare l’attenzione su qualcosa che i media sembrano ignorare e a cui ben pochi danno peso. Basta vedere che al centro dell’ennesimo scandaloso processo mediatico è finita una persona che alla fine è stata accusata di omessa denuncia, peraltro senza prove, mentre chi vendeva e truccava le partite viene considerato un santo.

Vorrei parlare dell’attuale modus operandi della “giustizia” sportiva. Usare la parola “giustizia” è una bestemmia comunque, un insulto alla dea Atena e all’intelligenza umana, per i pochi che possono vantarsi di possederne un briciolo.

Non è possibile essere accusato, infangato, insultato, condannato mediaticamente e al 99% anche nel “processo” sportivo (rigorosamente tra virgolette, dato che un processo vero, della giustizia ordinaria, segue logiche ben diverse) senza una prova.

Non è possibile che ci siano giocatori pentiti che in realtà sono solo ladri e truffatori, delinquenti che non meritano nulla dalla vita se non marcire in galera che vengono considerati credibili da chi indaga solo quando fa comodo, solo a sprazzi, traendo spunto da ognuna delle tante versioni diverse raccontate sullo stesso argomento.

Non è possibile dover andare a un “processo” che dura un paio di giorni, davanti a tre giudici che neanche ascoltano e sono pagati per confermare le tesi dell’accusa, a difendersi su qualcosa che non hai fatto e su cui nemmeno l’accusa avrebbe le prove per condannarti.

Non è possibile avere la sostanziale certezza di essere condannati in un “processo” sportivo quando con gli stessi elementi a disposizione verresti assolto senza problemi da un tribunale ordinario.

Non è possibile, e qui parlo di Bonucci, essere accusato di illecito dalla “giustizia” sportiva quando per gli stessi fatti non risulti neanche indagato da quella ordinaria, che ti considera solo una persona informata sui fatti.

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Non è possibile che ci siano giornali, televisioni, predicatori, falsi moralisti e pseudogiornalisti che orientano l’opinione pubblica ignorante e scrivano a priori le stesse sentenze che poi vengono emesse da chi dovrebbe indagare in modo corretto.

Non è possibile ritrovarsi ciclicamente ricoperti di fango e letame per far felici quei quattro poveri ignoranti che detengono il potere e tutto il popolino di pecoroni ignoranti antibianconeri.

Volevamo fare la guerra a Palazzi, alla Figc, a chi ci infanga, a questo schifo di sistema marcio. A quanto pare non sarà così, ma non voglio che ci sia qualche tifoso bianconero che consideri Conte colpevole perché patteggia. Se lo fa, Antonio si umilia davanti a tutti per tornare il più velocemente possibile in panchina. Si espone per anni agli insulti dei tifosi avversari e alle paternali dei predicatori giornalai. Mette il bene comune, la Juve, davanti all’interesse individuale, la Giustizia con la “G” maiuscola. E nessuno dovrà prendersela con lui, anzi dovremo stringerci attorno al nostro mister e sostenerlo dato che verrà attaccato da tutti. Bisognerebbe chiedere spiegazioni alla società piuttosto, con tanto di più che sospetta improvvisa ricomparsa di John Elkann sulle pagine dei giornali nei giorni scorsi. Ma questa è un’altra storia.

Riporto volentieri un estratto da un bell’articolo di Giuseppe Cruciani intitolato con un eloquente “Sei Conte, non devi consegnarti alla giustizia barbara”. Mi hanno colpito queste parole perché scritte da un giornalista dichiaratamente non juventino, che però dimostra come appaia marcio questo sistema a chi sappia un minimo ragionare. E soprattutto che è un sistema da ribaltare, da abolire, da rivoluzionare davvero:

[…] che non ti venga in mente di scendere a patti con una giustizia sportiva che è peggio dei processi staliniani dove ti spedivano in Siberia per niente. Non puoi difenderti. L’imputato deve portare le prove della sua innocenza. Basta la frase di un pentito, o presunto tale, per inchiodarti. I tempi sono talmente veloci, che ti trovi condannato prima di cominciare. Una barbarie che nessuno ha il coraggio di denunciare. Una roba che al confronto i tribunali del popolo erano all’acqua di rose. Almeno in Urss ti mandavano al confino e alla morte in nome dell’ideologia; c’era insomma un fine criminale ma c’era. Qui il processo sportivo serve solo a regolare i conti tra dirigenti, giocatori e addetti ai lavori. Se ne occupano una manciata di burocrati che prendono le carte dell’accusa e ti mandano al rogo. Assurdo che centinaia di milioni di euro, il business del pallone, possa venire compromesso in questo modo. Eppure nessuno dice niente. Nel mondo del calcio prevale l’omertà, i piccoli compromessi, le convenienze. Ecco perché, caro Conte, è il momento di ribaltare tutto. Devi andare davanti a questo signore che si chiama Palazzi e dire chiaro e tondo: io non sapevo nulla di questi trucchetti e di quello che dice Carobbio non me ne frega niente, siete voi che dovete provare il contrario. Se ci riuscite bene, altrimenti amen. E siccome di prove (quelle vere) non ce ne sono, puoi stare sicuro che ne usciresti alla grande.

L’unica cosa che non mi convince è la frase finale di questo estratto. Perché dato che di prove non ce ne sono, non dovrebbe neanche esistere questo problema del patteggiamento. Conte avrebbe dovuto essere prosciolto da Palazzi, non deferito.

E, in realtà, se condannato a processo, Conte ne uscirebbe alla grande solo per noi tifosi juventini o per i pochi che sanno ragionare. Per gli ignoranti sarebbe un ladro in ogni caso, sia che scelga il patteggiamento, sia che venga condannato a processo o persino assolto. Gli ignoranti ti infangano comunque, basta vedere che c’è gente che pensa ancora che Moggi abbia chiuso Paparesta nello spogliatoio o che fa finta di non sapere che il processo per doping è finito con un’assoluzione. Il fango e il letame ce lo tirano comunque, è sempre così.

Dispiace patteggiare perché sembra di obbedire al volere di Palazzi, della Figc e del diktat rosa messo in prima pagina venerdì (“Sollievo Conte, può patteggiare”). Non vorremmo mai darla vinta a questi esseri ripugnanti ma è il sistema che è marcio fino al midollo. Ci sono già stati “processi” sportivi relativi al calcioscommesse in cui giocatori come Fontana, dopo essere stati deferiti senza prove, hanno preso anni di squalifica senza essere ascoltati dai giudici, senza avere la possibilità di discolparsi. O Locatelli, che racconta in modo agghiacciante come Palazzi ti prometta sconti di pena se tiri fuori altri nomi di gente che ritieni coinvolta ma se non ne sai nulla di butta sotto un treno.

Siamo stanchi di un sistema che funziona così…vogliamo abbatterlo e questa poteva essere l’occasione giusta, ma sono anche consapevole che in questo momento la forza politica della Juve nei confronti del Palazzo, dei poteri forti del calcio, non è tale da riuscire a portare avanti una rivoluzione di questa portata e i continui torti subiti ne sono la prova.
Se Conte andasse a processo verrebbe condannato di sicuro anche senza prove e non cambierebbe nulla in questo sistema marcio con l’attuale proprietà bianconera che ha già dato prova di cosa può fare nel 2006.

Stringiamoci a Conte e agli altri ragazzi comunque vada. E continuiamo a lottare contro questo schifo e contro gli ignoranti che ci daranno contro in ogni caso. Come sempre del resto. È dura, siamo delusi e incazzati, ma noi tifosi non possiamo mollare. Siamo sopravvissuti a Farsopoli, non dobbiamo mollare adesso. Fino alla fine.

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