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Incredibile menzogna su Conte nelle motivazioni del Tnas

Ieri abbiamo commentato le motivazioni del Tnas relative alla squalifica per omessa denuncia di Conte e ci era rimasto un grosso dubbio.
Infatti, oltre alle varie e ormai solite amenità dei vari non poteva non sapere, Carobbio credibile, le condanne in base a probabilità soggettive e il “principio di assenza di necessità di raggiungere la certezza oltre ogni più ragionevole dubbio”, le motivazioni si concludevano con un incomprensibile passaggio:

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come ammesso dalla stessa difesa di Conte, quest’ultimo avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 08 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata 29 luglio 2012. Ne discende che il sig. Conte, anche a voler seguire la tesi sostenuta dalla difesa del medesimo, avrebbe omesso di denunciare, ai sensi dell’art.7, comma 7, il fatto illecito una volta venutone a conoscenza, cioè, quanto meno, a far data dal giorno 08 marzo 2012.

In pratica le motivazioni si concludono con una sorta di certezza da parte del Tnas che si potrebbe parafrasare così: riteniamo che ci siano alte probabilità che Conte avesse saputo della combine ai tempi in cui allenava il Siena dato che Stellini era un suo collaboratore e lo condanniamo per questo pur non avendone la certezza, perché non è necessario essere certi della colpevolezza di un imputato di fronte alla giustizia sportiva. Tuttavia, anche ammettendo che Carobbio abbia mentito e Stellini non abbia davvero mai detto nulla a Conte ai tempi del Siena (cioè a fine campionato 2010/11) sulla combine, Conte è comunque da dichiararsi colpevole di omessa denuncia dal giorno 8 marzo 2012. Questo perché in quella data la sua difesa avrebbe ammesso che il tecnico bianconero avesse saputo da Stellini la verità sulla combine con l’Albinoleffe e dunque doveva andare a denunciarlo.

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Ieri sera siamo caduti giù dal pero di fronte a questa conclusione. Quando mai la difesa di Conte ha ammesso che Stellini a un certo punto ha raccontato a Conte certe cose? Mai, ma quel verbale secretato non si riusciva a trovare. Oggi, grazie a Guido Vaciago di Tuttosport, abbiamo potuto leggere la parte di quel verbale dell’interrogatorio di Conte dal quale il Tnas ha pensato di carpire una presunta ammissione da parte del tecnico bianconero. Ammissione che appunto non esiste e non è mai esistita:

Non mi accorsi di nulla in particolare in occasione di Siena-Albinoleffe dell’8 gennaio 2011, in quanto essendo molto arrabbiato per il gol subito nei minuti finali andai via velocemente: Stellini solo recentemente, a seguito delle notizie stampa che lo indicavano come coinvolto in presunti accordi presi dal Carobbio per la partita di ritorno, mi ha riferito che, al termine della gara in oggetto, vi era stata una rissa fra i calciatori delle due squadre alla quale il medesimo aveva partecipato e pertanto essendo preoccupato che potessero accadere incidenti nella gara di ritorno sollecitò Carobbio, quale ex dell’Albinoleffe, a parlare con i suoi ex compagni per cercare di stemperare gli animi. Lo scrupolo di Stellini derivava dal fatto di essere rimasto coinvolto in prima persone nella rissa e pertanto si sentiva ancora più responsabile.

Che sono poi le stesse parole usate da Conte per spiegare la situazione creatasi con Stellini durante la famosa conferenza stampa del 23 agosto che gli è costata 25 mila euro di multa per le sue considerazioni sul modus operandi dell’attuale (in)giustizia sportiva.
Direi che c’è una bella differenza tra scrivere nella motivazioni che Conte ha ammesso di aver saputo da Stellini della combine con l’Albinoleffe, quando in realtà lo stesso Conte aveva solo dichiarato che Stellini gli aveva detto che aveva incaricato Carobbio di dire ai suoi ex compagni dell’Albinoleffe di evitare una rissa come nella partita di andata anche nel match di ritorno (quello incriminato). Tra il sapere di una combine e il sapere (con quasi 1 anno di ritardo tra l’altro) che Stellini si era mosso per evitare il ripetersi di una rissa in campo intercorre un’enorme differenza. Che poi Stellini abbia mentito a Conte è assodato, ma qui si ragiona su cosa potesse sapere Conte. E appare un ennesimo mostro giuridico questo travisare le parole di un interrogatorio solo al fine di condannare un imputato senza prove.
Vedremo cosa succederà a questo punto, se ci saranno i margini per ricorrere in qualche sede per far emergere questa menzogna.

Quel che è certo è che nessuno darà mai indietro questi 4 mesi di squalifica a Conte, come è altrettanto certo che un sistema di diritto non può sottostare a simili aberrazioni in un paese che dovrebbe essere democratico.
Non si può andare avanti con una simile giustizia sportiva, che arriva a falsare le sue stesse motivazioni nel disperato tentativo di reggersi in piedi.

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