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Inter-Juventus 1-1: e la famosa maglia sudata?

L’importante è aver dato tutto, aver sudato la maglia con il proprio impegno. Questo non è successo ieri pomeriggio e guai a dire che avevamo di fronte un avversario tosto perché all’estero si metterebbero a ridere e per il rispetto che si deve all’onestà intellettuale.

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Una bruttissima Juventus, a tratti arrogante, di certo poco capibile. Al ritorno delle Nazionali questa squadra subisce un calo tremendo di prestazione. Possibile che il relax internazionale privi di ogni forma di energia i ragazzi di Conte?

Abulica a tratti, costruttiva ma inconcludente in alcuni episodi della partita. Abbiamo dominato tristemente un match noioso. Che potevamo portare a casa con estrema facilità e guai a dire che avevamo di fronte un avversario tosto. Su, non scherziamo. E il fervore contro la Lazio, dove l’abbiamo lasciato?

Tevez a parte, l’unico che si è sbattuto davvero, gli altri sono da bocciare sonoramente. Anche lo stesso Vidal che è apparso stanco e svuotato (nonostante stia viaggiando a medie-gol da capogiro). Anche lo stesso Pogba. Un po’ di arroganza in fase offensiva, un po’ troppa sufficienza in fase di costruzione. Uno schiaffone che dovrebbe servire a riprendere in fretta la piena concentrazione. Non si vince mai sulla carta, non si vince mai in partenza. E proprio questa Juve dovrebbe saperlo. Intanto abbiamo buttato via due punti.

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Il regalo di Chiellini a Icardi è roba che nemmeno Babbo Natale. La reazione rabbiosa è degna di un minimo di orgoglio bianconero. Ma la mancanza di maturità, figlia forse della scarsa lucidità fisica, ci ha giocato un bruttissimo scherzo, che potevamo pagare amaramente. E’ l’obiettivo di quest’anno: essere cinici anche quando la forma non è al massimo. E ieri, paradossalmente, avevamo ampia strada libera davanti, vista la perdita di equilibrio del modulo di Mazzarri.

Mister Conte dovrebbe spiegare quel famoso “senso democratico di gestione dell’11″: aveva senso rischiare Vucinic e tenerlo in campo in condizioni pessime? Che poi ci sarebbe da capire quanto era indisponente e quanto stava male col ginocchio. Con Quagliarella (che ha dato molto pepe in attacco) e Llorente (siamo a metà settembre: la curiosità di capire cosa sia è tanta) e Giovinco (si è allenato, era stato descritto come “in forma”) in panchina e l’esordio in Champions, gradirei capire la gestione di cambi e del famoso 11 titolare. “Gioca chi sta meglio”: quando? E cerchiamo di non spompare Tevez che, a questo punto, è davvero il fenomeno che abbiamo in squadra. Questo sempre per il rispetto che si deve all’onestà intellettuale. Conte è il miglior tecnico italiano e uno dei migliori al mondo, ma a volte è incomprensibile l’immobilismo durante la partita.

La coperta corta la si è vista proprio nel secondo tempo. Pogba e Vidal stanchissimi, Pirlo svuotato dalla Nazionale, Lichtsteiner in odore di secondo giallo: Padoin unica alternativa in mezzo e Isla che ha dato segni di ripresa incoraggianti. Con Barzagli che ha accusato crampi, ma per cui va alzato un grosso applauso per la professionalità e la voglia di giocare per questa squadra.

Fortuna che martedì si va in Champions. Turno agevole. Con un po’ di giocatori già stanchi.

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