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Inter-Juventus 1-2 L’unica cosa che conta è protestare

I buu razzisti contro Asamoah e Pogba, poi i fischi per Rizzoli, poi guidati da Cassano l’isterismo complessivo. Per arrivare al rosso finale su cui ci sono ancora proteste.

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Una Juve superiore al punto tale da giocare in punta di piedi, col freno a mano, senza correre più di tanto, senza ferire più di tanto. Una sorta di patto di non belligeranza per cui la Juve non poteva stravincere, solo vincere. E infatti la Juve ha vinto, ma non convinto. Non tanto per la qualità, ma per la voglia messa in campo. Il che aumenta la goduria.

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Ci sarebbe un rigore su Vidal, poi ce ne sarebbe uno su Cassano. Poi ci sono le braccia di Bonucci (assolutamente involontario, visto che ci sarebbe il precedente della Juve contro il Genoa, ricordate?) e di Zanetti (che però interrompe un assist di Marchisio e tiene il braccio un po’ largo). Le proteste però sono sempre della squadra nerazzurra. Perfino sul gol di Matri sul quale non si riesce a trovare una irregolarità in un’azione che mostra tutti i limiti difensivi di Stramaccioni. Ma questa non può essere una colpa di Conte e della Juve.

Spostiamo ora l’analisi sulla Juve. Questa Juve contro il Bayern non può certo giocare. Non tanto negli uomini che sono pure giusti, quanto per la grinta e la corsa. Che il pensiero andasse a martedì era chiaro, ma martedì serve un’altra Juve. Un’altra gamba almeno e altre idee.

Matri e Quagliarella, Quagliarella e Matri. Ancora in gol, ancora loro due, a scambiarsi assist. Martedì sera meriterebbero un’altra chance, soprattutto se Vucinic non sarà al 100%. Ma serve un’altra Juve, benché quella di oggi pomeriggio è bastata per dominare il campionato.

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