Un appuntamento che normale non lo potrà mai essere. Dalla farsa orchestrata alle mille trappole organizzate con dolo, Moratti è il principale artefice dell’avvelenamento di questo match.

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A San Siro arriva la Juve di Antonio Conte. Sfiderà Mazzarri alla terza partita di Serie A: troppo presto? Forse sì, frutto di un calendario che ha riservato diverse sorprese un po’ per tutti.

Una macchina da guerra contro una rosa che arriva da anni di flop e di scelte di antico spirito morattiano (cioè inefficaci). Quasi a giocare con un destino che tutti sappiamo come essere stato viziato nel 2006.

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Un’organizzazione equilibrata come un orologio quella di Conte, contro un esperimento di rinascita che sta dando i primi frutti in queste prime uscite stagionali (quello di Mazzarri). E’ qui il fattore che può cambiare la storia del match.

Barzagli e Vucinic dovrebbero farcela, in caso contrario pronti Ogbonna e uno fra Quagliarella e Llorente. De facto, i nerazzurri ritrovano Milito anche se ci vorrà un po’ per apprezzarlo come giocatore al 100% rientrato in attività. Auguri all’argentino, autentico asso delle aree avversarie.

L’ex Taider da una parte, Isla in panchina dall’altra: la fiera del “poteva essere”, visto che l’ex Bologna è stato sotto il controllo bianconero per 6 mesi, mentre il cileno era stato ad un passo dal vestire nerazzurro.

Più precisamente questo pomeriggio ci sono in ballo numeri e sensazioni, come meglio descritto da Conte. Autostima e dati statistici (gol subiti, per esempio), l’importanza della prestazione è solo uno specchietto per le allodole in caso di debacle. Oggi ci sono in ballo i tre punti. E qualcosa di più. Inevitabile.

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