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Inter: l’impresa epica e poi…

L’impresa epica e poi una serie di sonore figuracce. Diciamo pure che l’impresa epica è stata gentilmente regalata dalla Juve, grazie agli svarioni di Vidal e Asamoah, all’imprecisione di Buffon e al generoso rigore concesso dall’arbitro (che nel primo tempo aveva convalidato un gol irregolare della Juve). Samuel ha impresso i suoi tacchetti sul polpaccio di Vucinic, Ranocchia e Juan Jesus hanno finito la gara, così come Cambiasso e Zanetti autori di falli a ripetizione. Ma la Juve, per demerito proprio e solo per demerito proprio, ha meritato la sconfitta e poi è ripartita.

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Il cammino della Juve. Dopo la sconfitta i bianconeri hanno travolto il Nordsjaelland per 4-0 e il Pescara per 6-1. Partite pazzesche che non hanno trovato continuità contro la Lazio perché il Cielo aveva deciso che contro i biancocelesti la Juve non poteva segnare. Paradossalmente lo 0-0 casalingo contro la Lazio ha spaventato e impressionato più dei rumorosi risultati precedenti, a conferma di come la Juve sia effettivamente ripartita con la ferocia e la qualità che non hanno pari in Italia. Pochi giorni fa il 3-0 secco sul Chelsea campione d’Europa.

Il cammino dell’Inter. Una vittoria sovradimensionata ha di fatto nascosto tutti i difetti di questa squadra e del tecnico Stramaccioni. L’allenatore giovane non ha ancora risolto i problemi tattici di questa Inter che subisce quasi sempre l’avversario, anche in maniera pesante, concedendo contropiede e spesso cedendo il pallino del gioco al centrocampo avversario trovandosi in inferiorità numerica per larghi tratti del match.

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La vittoria col Belgrado è l’unica in un piccolo ciclo postJuve che vede 2 sconfitte (Atalanta, Rubin Kazan) e 1 pareggio che sul campo è molto vicino a una sconfitta (Cagliari). Risultato? COMPLOTTOOOOOOOOOOOO!!!

P.S.

Troppa luce può dare alla testa, specie a chi non è abituato alle luci della ribalta…

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