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Io sto con Marotta

Beppe Marotta, un nome che mi ha fatto riscoprire l’amore per la Juve, quella strana Juve che vive solo nei mesi di luglio e agosto. Quello che si chiama fantacalcio, cioè quando il tifoso si trasforma in dirigente e per due mesi parla e straparla sui suoi obiettivi, strategie, conti, certezze, scoperte. E’ il bello del calcio, è il grande spettacolo del tifo passionale, indipendentemente dalla squadra per cui si tifa.

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Abituato alla cieca fiducia in Luciano Moggi, in questi quattro anni ho capito che significa essere stati tifosi nerazzurri dal 1995 a oggi. Significa non capire se la società ti prende per il culo o non lo fa per male, gli riesce naturale combinare cazzate. Significa rinunciare a sognare una squadra logica, costruita su un pensiero di un’idea precisa, giusta o non giusta che sia o si riveli. Ora però è diverso.

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Da un mese è Direttore Generale, e sta piazzando diversi colpi. Andrea Agnelli ha dettato le regole, ha puntato diversi obiettivi e chiarito quali sono i binari su cui la Juve può imbarcarsi e quali quelli da evitare. E Marotta esegue, con una competenza francamente stupefacente. Razionalità e concretezza, a me questo basta perché Marotta abbia la mia fiducia.

Molinaro è stato ceduto (buona parte del merito l’ha Bettega), Tiago è praticamente quasi un ex-Juve. Zebina, Grygera e alcuni senatori stanchi e logori sono sul piede di partenza, stavolta sul serio. In entrata diverse pedine. La novità rispetto agli anni precedenti è questa: le pedine sono quelle, almeno limitatamente ai ruoli e ad alcuni parametri, corrette!

Per il gioco di Del Neri servono esterni e gente che corre: ecco allora Martinez, Pepe, Lanzafame e Bonucci. In attesa di almeno un altro esterno di centrocampo e di due esterni di difesa. Occorre rigenerare il centrocampo, cioè Marchisio, Sissoko e Melo. Serve inoltre un attaccante forte e qualche scommessa. Trezeguet andrà via, lo impone la logica, mentre Amauri rischia seriamente di essere inserito in qualche affare (magari la Roma per Mexes?), Del Piero va verso i 36 anni. Allora lì mi aspetto qualche colpo, magari il colpaccio, magari il grande colpo.

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