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IoJuventino.net torna in vita: cosa è successo alla Juve?

Chiediamo scusa ai nostri lettori, ma gli inconvenienti tecnici sono sempre dietro l’angolo. Non abbiamo il dono dell’imbattibilità della nostra amata Juve e perciò qualche giorno di inattività ci ha privati di questo spazio libero in cui discutere. Cosa è successo nel frattempo?

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La Juve dopo aver distrutto la Roma in campionato ha rischiato grosso con Lucescu. Un po’ la stanchezza, un po’ la troppa facilità con cui si è liquidata la delicata sfida ha di fatto decontrato i ragazzi di Conte che hanno subito, per la seconda volta in stagione, l’avversario. In modo anche preoccupante. Grande merito va attribuito a Lucescu che ha poi spiegato per bene le mosse: davvero geniali in certi casi, ma remissivo e addirittura impaurito l’atteggiamento dei bianconeri.

Lo Shakhtar gode di una storia recente davvero niente male. In Italia siamo soliti a esaltare in eccesso un avversario o a ignorarne la reale forza. Il campionato ucraino non sarà quello italiano (dove certo il derby milanese non ha dimostrato questo livello eccelso di cui si parla), ma 25 vittorie di fila sono sempre 25 vittorie di fila. Con qualche interprete da tenere d’occhio e un collettivo interessante.

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La Juve non può giocare al massimo tre partite di fila, e anche il Siena lo ha dimostrato. Le energie nervose e quelle fisiche vengono indubbiamente sciupate e depauperate nel corso dei match. Resta un dato singolare: la Juve non perde, minimo pareggia e comunque vince. E’ allora complicato cominciare una sequela di critiche che Carrera ha provveduto a rispedire al mittente. Se l’avversario che produce il massimo sforzo (Shakhtar, Siena, Chelsea) non riesce a scalfire la corazza bianconera o se bastano pochi minuti per ribaltare una situazione pericolosa (leggi Genoa) allora i meriti di Conte e del suo staff sono elevatissimi.

A Siena sono servite due magie per liberarsi dei bianconeri toscani, ma la magia è necessaria in una grande squadra. La Juve può attingere a diversi interpreti del mestiere. Sono 11 i bianconeri già a segno in queste prime gare di stagione: un dato entusiasmante che conferma, se ce ne fosse bisogno, come sia il collettivo l’arma micidiale di Antonio Conte. Pur senza quel bomber da un gol a partita, pur se l’attacco, rispetto a un anno fa, è già molto avanti nel programma. Vucinic, Quagliarella, Giovinco e Matri hanno timbrato il cartellino, il centrocampo ha esultato per ben 12 volte, mentre in difesa Lichtsteiner e Bonucci si sono aggiunti ai goleador stagionali. Non male, anche contando il numero di gol fatti.

La verità è che si cerchi comunque un pretesto per criticare la Juve, per cercare di innervosirla e indebolirla. Tentativi a vuoto sinora e crediamo fermamente che non riusciranno in questo intento i vari giornalacci. Piuttosto, cosa ben diversa, ci sarà da argomentare sul livello di calcio mostrato. Altalenante, ma certo vale ancora una frase di Carrera: “Non si può certo distruggere l’avversario in ogni partita: giocano pure gli altri“. Ecco, questo concetto è la migliore fotografia per quella che è stata sin qui l’impresa bianconera: distruzione totale dell’avversario. Ora lo facciamo semplicemente respirare di tanto in tanto, ma davanti ci siamo ancora noi. Inesorabilmente noi.

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