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L’Isla che non c’è

Clamoroso intoppo nella trattativa che doveva portare Isla in nerazzurro. Antonio Conte ha detto no. Pur non avendo posto il veto alla cessione del cileno, è fondamentale per Conte non rinforzare un’avversaria e capire soprattutto quale sia il sostituto di Isla alla Juve.

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Le corsie esterne sono la forza e, al contempo, la debolezza dei bianconeri. Inizio strepitoso per Lichtsteiner e Asamoah, col ghanese vero spacca-partite da settembre a dicembre. Poi il calo della freccia nera e un minimo di stanchezza dello svizzero che comunque non può garantire quella qualità offensiva che è propria di Pepe, per esempio. O di altri obiettivi di mercato.

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Il brutto infortunio patito da Isla lo ha limitato. Dura rientrare, dura tornare al vecchio livello. E’ questo il dubbio che attanaglia la dirigenza bianconera: sbolognare così un ragazzo pagato 9,5 milioni (per la metà) o aspettarlo, concedendo una seconda chance?

Fino a ieri mattina sembrava deciso: Isla all’Inter per 7 milioni di euro circa. Fra ammortamento e seconda metà da rilevare dall’Udinese, non certo un affare per Marotta. E Conte ci ha messo il carico: niente partenza. A meno che l’Inter non alzi l’offerta o Marotta non abbia in mano il sostituto. Che poi, paradossalmente, a Conte servirebbe uno come Isla, capace di giocare in ogni altezza della fascia destra, con possibilità di spostarsi pure sulla mancina.

Più che scontro politico come qualcuno vorrebbe sottolineare, Conte ha semplicemente agito con lucida logica: niente favori all’avversario, tanto più ai nerazzurri, e piccolo momento di riflessione. O un sostituto più affidabile e forte, o Isla resterà in bianconero almeno fino a gennaio: se non avrà dimostrato di aver recuperato pienamente la forma, allora e solo allora potrà essere ceduto.

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