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Iuliano-Ronaldo, dopo 15 anni non è ancora rigore

Questo 2013 è un anno particolare. Passerà alla storia come l’anno in cui è crollato il mito del gol di Turone.

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Pensate, ci sono voluti quasi 32 anni (10 maggio 1981 – 24 febbraio 2013) prima che Sassi dicesse che quella moviola era stata “acchittata” dalla RAI quella stessa sera.

E allora, perché non proviamo anche noi, a far crollare un altro mito dell’antijuventinismo?

Oggi è 26 aprile. Come ben ricorderete, 15 anni fa, si giocò lo scontro scudetto Juventus-Inter a 3 giornate dalla fine (31a giornata) del campionato di Serie A 1997-98.

Questa partita, per nulla decisiva per lo scudetto (che si decise, infatti, ben due giornate dopo!), è la partita del leggendario “Rigore su Ronaldo”, uno dei pilastri su cui è stata costruita la Farsopoli raccontataci dai media e dalla stampa nel 2006 (cioè quella del risarcimento all’Inter).

Bene, oggi questa leggenda diventa teenager!

La partita finì 1-0 per la Juve, la quale, pur non giocando una partita spettacolare, riuscì a tenere a bada una compagine nerazzurra che si affidava solo a calci piazzati e a qualche folata, con Ronaldo che nel primo tempo passa solamente una volta la difesa e tira fuori.

Oggi c’è una disinformazione tale, sulla contestualizzazione di quell’episodio (e della partita stessa), per cui molti sono ancora convinti che il presunto “rigore” su Ronaldo e quello successivo dato a Del Piero abbiano deciso la partita.

Nulla di più falso. La Juve aveva già trovato il vantaggio con un gol (arrivato da un’azione spettacolare) di Del Piero già a metà primo tempo. L’episodio di Ronaldo avviene al 25′ del secondo tempo (70′)!

Ah, e per la cronaca, Del Piero si è fatto parare il rigore che ci poteva portare sul 2-0.

Ma andiamo nel dettaglio. Mancano 20 minuti alla fine della partita, su un lancio lungo si avventano Torricelli e Ronaldo, col bianconero che respinge di testa; a questo punto, Zamorano raccoglie la palla ed entra in area e viene chiuso da Birindelli; la palla viene raccolta nuovamente, questa volta da Ronaldo, che vede arrivare Iuliano, la sposta all’ultimo momento e i due si scontrano. Torricelli spazza e da lì nasce un contropiede della Juve, portato avanti da Davids, che innesca Zidane sulla fascia sinistra, il quale a sua volta trova Del Piero, steso da West ultimo uomo.

Su YouTube potete trovare un filmato con commento di TMC in diretta in cui si dice “Qui c’è quantomeno un fallo di ostruzione di Mark Iuliano”.

Si riferisce a questa telecronaca, probabilmente, Pistocchi, quando, la sera stessa, si cimentò in una faziosissima moviola di distorsione antijuve (ma di questa, ne parlo nel dettaglio in un altro articolo).

Pistocchi, durante la sua “esibizione” (che poi ha orientato milioni di tifosi), ebbe a dire:

“[...] Ho sentito a questo proposito, oggi, qualcuno dire, con scarsa conoscenza del regolamento, evidentemente, che si tratta di un’ostruzione. Ricordo che, da casistica del regolamento del calcio, l’ostruzione c’è solamente quando non c’è contatto fisico. In caso di contatto fisico, c’è il fallo [...]“.

In realtà, Pistocchi dice le cose a metà. È fallo se il contatto avviene per volontà del difendente (che, sempre volontariamente, ostruisce). In caso di involontarietà, se è una casualità che deriva dalla dinamica dell’azione, rimane ostruzione anche quando c’è il contatto fisico. Qui non c’è volontarietà, perché Iuliano si accorge che Ronaldo sposta la palla, rallenta, allarga le braccia (per chiamarsi fuori dall’azione) e si gira a guardare il pallone. Nel frattempo, il brasiliano, invece di rallentare a sua volta e cambiare direzione, continua dritto sul difensore bianconero e lo travolge. Qui, più che ostruzione (sanzionata con la punizione a due in area) o fallo da rigore, c’è un fallo in attacco di Ronaldo. Molti dicono che è sfondamento. Dire “sfondamento” è improprio, in quanto lo sfondamento esiste nel basket e non nel calcio. Anche se il concetto del fallo di Ronaldo su Iuliano è più o meno quello. Ronaldo sposta la palla, è vero. Ma avrebbe dovuto spostare anche il corpo per subire fallo, qualora ci fosse stato contatto anche dopo il suo spostamento. Dalle immagini di bordo campo, sembra anche che Iuliano stesse tentando di spostarsi a sinistra all’ultimo momento per evitare l’attaccante. Sia dall’inquadratura televisiva standard, che da quella di bordo campo, si può notare il movimento delle gambe di Iuliano, atte a rallentare immediatamente e platealmente la corsa.

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Inoltre: come mai, se il fallo lo commette Iuliano, è proprio il bianconero a cadere per primo e, per giunta, in malo modo e più velocemente rispetto al brasiliano? Questo accredita ulteriormente il fatto che Iuliano aveva rallentato, e che è il Fenomeno ad andargli addosso (e NON il contrario). Si faccia il dovuto confronto con uno scontro simile che vede protagonisti Cauet e Del Piero al 95′, a pochi istanti dalla fine della stessa partita: Del Piero avanza nella metà campo interista, vede Cauet, sposta il pallone e si sposta verso destra; Cauet, quasi da fermo, porta avanti la propria gamba sinistra e blocca intenzionalmente il bianconero, che cade molto prima del francese. Ceccarini concederà il vantaggio perché sarà Zidane ad appropriarsi della palla, sulla trequarti.

Insomma, più che disinteressarsi della palla, sembra che il buon Mark si sia disinteressato dello stesso Ronaldo! Ribadiamo: il n.13 della Juve aveva allargato le braccia e si era già girato a guardare il pallone, perché era la sfera che seguiva, e non l’attaccante per fermarlo a tutti i costi (come, invece, afferma faziosamente il celebre spezzone video di un minuto e diciassette secondi del sito dell’Inter, che su YouTube compare in ogni dove).

La cosa veramente scovolgente di quella moviola è che si fece un vero e proprio processo all’imputato (Iuliano era in collegamento con lo studio di Mediaset, anche se non doveva commentare per la linea scelta dalla Juventus) in clima da caccia alla strega bianconera, con un Baggio totalmente accondiscente e che dava ragione a Pistocchi (e anche Galli, ex-milanista ed altro esibizionista della serata) su qualunque cosa, compreso il dogma del “rigore”.

All’episodio si diede da subito un’enfasi incredibile, solo perché avvenuto nell’area della Juve e durante la sfida contro l’Inter, la meravigliosa armata-scudetto di quell’anno (il “Napoli” di allora, per intenderci) che doveva vincere solo perché aveva Ronaldo, tanto che in Italia si scatenò un putiferio. Litigi nei bar, nelle scuole, ci fu anche un’interrogazione parlamentare!

E anche il povero Ceccarini, l’arbitro di quella partita, ne subì di tutti i colori. Su YouTube sono presenti video di giornalisti fastidiosi che lo accerchiano nel pre-partita (ovviamente, la partita era stata caricata da settimane prima, da parte meneghina, ricordiamo anche Peppino Prisco dopo la partita con l’Udinese: “Speriamo che domenica ci sia un arbitro ‘daltonico’, che non si faccia influenzare dal colore delle maglie”; insomma, dichiarazioni dettate dalla paura di perdere, in perfetto “stile” Inter), mentre era arrivato allo stadio per arbitrare, ma anche nel post-partita. Per non parlare delle minacce ricevute da lui stesso e dalla sua famiglia.

Insomma, si creò una “fine del mondo” (altro che millennium bug o profezia dei Maya) semplicemente perché non fu fischiato un rigore (“rigore”, perché questa divenne la vulgata ufficiale ed eresie non ne erano ammesse!) all’Inter nell’area della Juve durante lo scontro scudetto. Rigore che poi non c’era.

In diretta, su Telepiù, l’ex-arbitro Massimo Chiesa, guardando il replay, disse “No.. Per me, non è da calcio di rigore”. Lo stesso Ceccarini ammise di aver sbagliato. In un’intervista del 2009 disse: “Ero troppo vicino all’azione. Sembra un paradosso, ma qualche volta ti penalizza.  Ho perso gli ultimi due passi di Iuliano: nei miei occhi, lo juventino è fermo e Ronaldo gli piomba addosso come un tir. Non ho avuto nessun dubbio a lasciar proseguire; così come 30 secondi dopo non ho avuto dubbi a fischiare il rigore per la Juve. Il giorno dopo ho rivisto l’azione. Ho sbagliato. Cos’avrei fischiato a posteriori? Punizione a due in area. Non vorrei sembrare presuntuoso: per me è ostruzione”.

E, se vogliamo far dire la sua anche all’ “imputato” Iuliano, questi afferma: “Io ancora oggi dico che è stato sfondamento tutta la vita. Ero fermo e lui mi ha travolto come un tir, guardavo la palla. Dopo è successo il casino perché sul ribaltamento dell’azione Ceccarini diede un rigore a noi. Ma ripeto, per me non c’era assolutamente fallo”.

In ogni caso, a vederlo istantaneamente, a velocità normale e seguendo tutta la partita, l’episodio pare più uno scontro fortuito, anche se rimane la furbata di Ronaldo di cercare il contatto per il rigore. Furbata, probabilmente, partorita dall’ambiente della “pinetina” (durante quel campionato, andandomi a esaminare video delle loro partite, più della metà dei falli fischiati a favore di Ronaldo sono simulazioni di quest’ultimo), in cui non c’era certo il clima che invece si viveva nello spogliatoio della Juve di Lippi, squadra straordinaria che ricevette persino gli elogi di Ferguson.

Ancora oggi, Simoni e Pagliuca vanno a dire che quello scudetto fu “rubato al 100%” (sic!) e che Iuliano-Ronaldo decise il campionato.

Peccato che la matematica dica tutt’altro. Lasciando da parte la questione regolamentare (quella per cui, al massimo, ci poteva stare una punizione a due in area, volendo dare ragione a loro, e cioè fischiando a favore loro), ammettiamo che venisse concesso loro il rigore. Il rigore, solo qualora realizzato, avrebbe portato la partita sull’1-1. E non è detto che l’Inter avrebbe rimontato il risultato, dato che successivamente sciupa delle occasioni con lo stesso Ronaldo che calcia alto in curva. Oltretutto, anche la Juve ha avuto le sue occasioni di 2-0 dopo quell’episodio, in 20 minuti. La partita era il classico big match non spettacolare in cui la Juve, comunque, aveva controllato la partita. La Juve ha finito il campionato con 5 punti di distacco sui nerazzurri, vincendo lo scudo con una giornata d’anticipo.

Qualora Juve-Inter fosse finita 1-1 per questo rigore, il dato matematico ci dice che il campionato sarebbe finito con la Juve a quota 72 e l’Inter a 70, con la Juve che avrebbe vinto in ogni caso con una giornata d’anticipo. Se in caso di 1-1 ci fossero state motivazioni diverse per entrambe le squadre, questo non lo sapremo mai.

L’unico dato incontestabile è quello matematico.

Come il gol di Turone di 17 anni prima e come il gol di Muntari di 14 anni dopo, il rigore su Ronaldo è diventata la scusante degli avversari della Juve per giustificare il proprio fallimento nella corsa al titolo (sapendo di avere i media e la stampa a favore). E la moviola di Pistocchi fu un episodio di mistificazione della realtà che spacciò un fallo dell’attaccante per il rigore più netto della storia scandalosamente mai assegnato. Ladies and gentlemen, that’s Italy!

 

Vorrei creditare Ju29ro.com, dal quale ho attinto, in parte, per realizzare questo articolo.

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