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Juve: Estigarribia e Pepe, le seconde linee diventano titolari

Il paraguaiano arrivò in Italia gli ultimissimi minuti di mercato. Venne accolto da scetticismo, anche solo per l’impronunciabilità del nome. Non se ne conoscevamo origini e carriera, solo che Paratici e Conte lo avevano tenuto d’occhio alla recente Copa America. Sotto traccia, in silenzio, ne annunciarono la venuta per una manciatina di euro. Prestito con diritto di riscatto.

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Simone Pepe invece aveva già fatto il biglietto per la lontana Russia. Lo attendeva a braccia aperte Spalletti, ma sempre una telefonata di Conte bloccò tutto: Pepe rimane, si allena e si gioca il posto con gli altri esterni.

La forza della lucidità, come recita una famosa pubblicità. La forza pure della competenza perché era complicato perfino immaginare di ritrovarsi alla dodicesima giornata di campionato con un Pepe in queste condizioni (e con quel popo’ di curriculum fin qui compilato, fra assist, gol e prestazioni) e un Estigarribia più utile e più impiegato di Elia e Krasic.

Elia e Krasic, i due titolari sulla carta, ma sulla carta non si può ragionare, anche se qualcuno ha scudetti e chissà quante coppette e riconoscimenti. Sulla carta si rischia di restarci, come quel qualcuno che ha scudetto e chissà quante coppette e riconoscimenti.

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E’ sul campo che si deve dimostrare di valere. La storia di Krasic, a questo punto, non può prescindere dal casino familiare che lo sta cogliendo di sorpresa: lontananza, un incidente che ha visto coinvolti padre e zio. Probabilmente un carattere fragilino, come dimostrato dopo la simulazione di Bologna l’anno scorso. Proprietà atletiche fuori dal comune, doti tecniche di buon livello, ma a livello caratteriale non ci siamo: Conte lo ha intuito e ora il serbo ne paga le conseguenze. Cosa accadrà a gennaio lo sa solo Conte che fin qui protegge e scherma il gruppo a meraviglia.

Il caso dell’olandese è forse anche più complesso. Il concetto ripetuto da chi lo ha visto allenarsi e giocare le partitelle del giovedì è molto chiaro: ha potenzialità incredibili, gran fisico e corsa, ottima tecnica soprattutto nel dribbling. Proprio quello che serve a Conte a sinistra. Ma Elia è fuori, perché? La storia del cibo potrebbe stare in piedi: Conte esige professionalità e rispetto di regole ferree, come nella Juve di Lippi dove pure una partita a carte in tarda notte rischiava di compromettere la presenza in campo (sarà vera questa storia?).

Intanto Estigarribia e Pepe stanno tirando la carretta sulle fasce, con l’ombra di Giaccherini che è sembrato in palla contro la Lazio. Senza dimenticare, nel modulo tanto caro a Conte, l’opportunità Vucinic sulla sinistra, cioè il grimaldello che fin qui ha spaccato le partite.

Estigarribia e Pepe: centrocampisti a segno contro il Napoli. El Chelo non segnava dal 2008 e oltre al gol ha collezionato chilometri sulla fascia sinistra dimostrando grande gamba e ottima personalità contro il treno Maggio. Pepe invece non finisce di stupire: terzo gol consecutivo, fuga di 50 metri incredibile dopo 12 giornate a correre all’impazzata.

La domanda oggi è dunque la seguente: cosa potrebbe fare questa Juve se al posto di questi due ottimi giocatori avesse due fenomeni?

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