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Juve: gli esterni giusti per volare. Ecco i nomi

Alla Juventus si può obiettare unicamente di non aver saputo far brillare i suoi esterni. Simone Pepe a parte, forse la sorpresa più lieta dell’intero campionato, gli altri hanno vissuto il giusto periodo di ambientamento (Estigarribia), un infortunio (Giaccherini) e tanta tanta tribuna (Elia e Krasic).

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L’esterno è però il ruolo chiave di Mister Conte, opportunamente sostituito da un modulo tattico che fa brillare i tre tenori di centrocampo. Un modulo tattico che ha visto protagonista Mirko Vucinic largo a sinistra, pronto a sciorinare i lampi di una classe cristallina. Forse è mancato proprio Vucinic in questo finale di campionato. Col montenegrino in campo la Juve poteva forse conquistare qualche punticino in più, a mio avviso.

E sebbene Marotta sia in cerca di un centrale di qualità per sostituire uno fra Pirlo, Marchisio e Vidal, in realtà i bianconeri sono sempre vigili sugli esterni di centrocampo, con vocazione offensiva.

E allora via al fantamercato. Ecco i miei nomi, tralasciando quelli di primo livello che, per un motivo o un altro, sono e resteranno sogni irragiungibili (per il costo del cartellino e per gli ingaggi spropositati di certuni).

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L’ho visto giocare tante volte e tutte le volte mi ha entusiasmato: Ramirez del Bologna. Pezzo pregiato dei rossoblu, non si fa fatica a capire che non resterà a lungo a Bologna. Giovanissimo, abile nel dribbling, molto veloce e molto tecnico. Potrebbe essere quell’incursore che serve a Conte: da far partire centrale, a mo’ di trequartista, o meglio lateralmente, a sinistra o destra non fa differenza. Uno per il futuro, e per il presente.

Un altro giocatorino niente male sulla fascia è Cerci. Scuola Roma, il riccioluto ha qualche problema (eufemismo) con la curva viola. Con l’avvento di Delio Rossi in realtà la sua cessione appare improbabile, ma è decisamente un uomo interessante. Grande capacità di saltare l’uomo, ottimo fiuto del gol, è uno degli esterni d’attacco puri di questo campionato. Non serve una fortuna per portarlo a Torino.

Ibrahim Afellay. Rotto, poco utilizzato, molto trascurato. All’ombra di fenomeni come Xavi e Iniesta e di qualche uomo della cantera ormai in pianta stabile nelle file del Barcelona, l’olandese è un genietto della fascia. Rapidissimo e molto tecnico, sembra avere le caratteristiche ideali per il vecchio modulo di Conte: quel 4-2-4 andato in frantumi per l’incapacità di adattarsi al ruolo di Krasic. Il Barca potrebbe privarsene a prezzo di saldo. Restano da verificare le condizioni fisiche.

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