Arriva Lemina, ma la Juve si è fatta trovare clamorosamente impreparata.

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Eppure era facile immaginare che la perdita di Tevez, Vidal e Pirlo avrebbe comportato un enorme buco in termini tecnici e di personalità. Buco non colmato.

A sorprendere pare la divergenza creatasi fra uomini mercato e Allegri. Sparare sul tecnico appare fin troppo facile, ma certamente regna confusione fra uomini, scelta di uomini e tattiche.

Serviva il trequartista, ma sono arrivati due esterni: Alex Sandro e Cuadrado. Era stato programmato o è frutto delle dinamiche di un mercato poco pianificato? Inoltre, se le fasce diventano il nuovo fulcro del gioco, privarsi in quel modo di Coman è accettabile?

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Così come inaccettabile, a livello di comunicazione, appare la dichiarazione in conferenza stampa di Allegri “vediamo chi arriva e come potremo giocare”. Come una sorta di roulette dove non sai il numero che uscirà, guidato dalla sorte. La Juve non ha ragionato così negli ultimi anni.

A centrocampo, infortuni a parte, è necessario prendere coscienza dell’impossibilità di giocare come abbiamo giocato negli ultimi 4 anni. Nessuno ha le caratteristiche di Pirlo, nessuno quelle di Vidal, ma gli uomini ci sono: vanno sfruttati. Il dinamismo di Pereyra, la classe di Pogba che non va ingabbiato in schemi troppo rigidi, e la muscolarità di Khedira e Sturaro possono rivelarsi preziosi, ma Allegri deve avere il coraggio e la lucidità di impostare i nuovi schemi, senza aggrapparsi al talismano di un 3-5-2 inapplicabile (per stato di forma, e per uomini molto diversi dagli altri anni). La certezza pare essere Marchisio, anche per ragioni di juventinità e di maggiore solidità mentale. Ma Claudio può comunque assentarsi per infortunio o squalifica: a quel punto Padoin in cabina di regia equivale a un suicidio già sperimentato negli ultimi due match.

A suonare strano è proprio il ritorno al 3-5-2, quando in realtà la scorsa stagione ha subito la svolta con il 4-3-1-2. E non è tempo per prendere tempo e rimandare a più non posso l’innesto dei nuovi: ok la pazienza, ma questi punti possono perfino pesare alla lunga. Mancano 36 giornate, ma abbiamo già regalato le prime due e certamente il morale non ne giova.

Ripartire. Con lucidità, intelligenza e idee. Allegri ha già dimostrato queste doti: non si faccia prendere dall’ansia. In fondo, dei 17 punti di vantaggio, ne abbiamo regalati solo 4.

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