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Juve: io ho letto così il mercato di Marotta

Ci sono sempre due modi per iniziare un discorso: alzare la voce (che è sintomo di debolezza e, statisticamente, di mancanza di contenuti) e provare a ragionare, posto che ognuno prova a teorizzare qualcosa e poi la realtà dimostrerà la buona condotta o meno del ragionamento medesimo.

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Marotta e Andrea Agnelli hanno già dimostrato di poter mettere mano a una rosa disastrata. Inutile ripetere ancora una volta cosa è accaduto alla Juve dal 2006 in poi. E in pochissimi mesi hanno messo in piedi una base su cui si opererà in estate (2011). Questa base consiste in due portieri formidabili (tipo: se vuoi monetizzare al massimo un’icona come Buffon, puoi farlo perché ti ritrovi in casa Storari che ha già dato ampia prova di poterlo sostituire) e in una difesa forte e giovane che deve ancora migliorare e crescere (leggi Chiellini e Bonucci, con in più Barzagli che è un ricambio di lusso, per quanto mi riguarda). Quindi un centrocampo che fino a novembre era giudicato uno dei migliori del campionato (cioè fintantoché i 4 dell’Ave Maria sono stati bene fisicamente) e un binomio d’attacco formidabile (Quagliarella e Del Piero) più uno Iaquinta scalpitante.

Peccato che il giocattolo si sia rotto in più punti: da Traoré praticamente invisibile, al flop di Marco Motta, all’infermeria dove hanno trovato costantemente posto Martinez e Iaquinta, a un calo di forma fisiologico per Aquilani e Krasic e Marchisio. Senza dimenticare il gravissimo infortunio (gravissimo in senso tecnico, prima ancora che medico) a Quagliarella.

Bisognava cambiare e così è stato.

Su Pazzini non intervengo perché Marotta è stato più che chiaro e leale nei nostri (cioè nei confronti di noi tifosi, o presunti tali) confronti: non si poteva spendere una cifra di 20 milioni in un’unica soluzione, men che meno ora a gennaio 2011! Stop. Discorso chiuso.

Di cosa aveva bisogno la Juve? Di un centrale di difesa, visto che Legrottaglie voleva andare via (a proposito: subito infortunio, auguri a lui, ma continuo a pensare che qui qualcuno portava sfiga) e di un attaccante.

La zavorra Amauri è stata ceduta: altro cadavere che lascia la Juve dopo Poulsen, Molinaro, l’ultimo Camoranesi, Tiago e via così. Al suo posto Matri. Perché Matri?

Giustificazione economica: non è costato un solo maledetto euro. Metà cartellino di Ariaudo: 2,5 milioni di euro. Prestito oneroso di Matri: 2,5 milioni di euro. La matematica insegna che la differenza è pari a zero! La Juve lo proverà da qui a giugno e se sarà contenta potrà pagare 15,5 milioni di euro in tre comode rate, potendo agire sul bilancio di fine stagione che sarà sgravato di molti costi (e che potete benissimo leggere in questo stupendo articolo).

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Giustificazione tecnica. Impossibile sostituire Quagliarella. E se esiste il suo clone… costa e quindi torniamo al punto di origine. Del Neri ha così ragionato in questo modo: serve uno di movimento, capace di giocare largo, cioè di occupare lo spazio che a sinistra Marchisio non può più ricoprire, e che sa puntare l’uomo e lavorare bene in area.

Ovvio che Matri e Quagliarella sono due giocatori diversi, ma simili negli aspetti sopra menzionati. La Juve ha bisogno di correre e di svariare, ha bisogno di peso in avanti e durante la stessa partita di operare cambi di caratteristiche.

La prima Juve di Del Neri si basava sull’estro di Quagliarella, capace di partire largo dando la possibilità a Marchisio di accentrarsi e agli altri centrocampisti di inserirsi (ricordi gli accentramenti di Krasic, ormai inesistenti?), e sul dinamismo di Krasic. Iaquinta e Sissoko erano due pedine fondamentali nel corso del match: il primo garantiva il contropiede e le sgroppate per stirare le difese ormai stanche, oltre al fatto che di testa è (dovrebbe ancora esserlo, almeno) potente. Il secondo ti garantisce le bastonate che Aquilani non sa dare, evidentemente. Infatti il primo entrava sempre al posto di uno fra Del Piero e Quagliarella (a seconda delle condizioni fisiche del Capitano), mentre il secondo entrava sempre a sostituire Aquilani, con Felipe Melo che tornava a dirigere un traffico non sempre ordinato. Pepe era il jolly capace di giocare a destra o a sinistra.

Gli infortuni hanno mandato in aria un copione sempre uguale, sempre quello, che comunque aveva permesso un ottimo ruolino di marcia, tipo le 18 partite consecutive senza sconfitta.

Riuscirà Matri a riportare in vita quelle soluzioni tattiche che ci avevano fatto gioire nella prima parte di stagione?

P.S.

Zamparini continua a lamentarsi degli arbitri. L’Atalanta di Milano ha potuto beneficiare, ancora una volta, di piacevoli regali quali punizioni e rigori inesistenti. Mentre su Krasic non si fischia più, al contrario di Pazzini che sfuggirà alla prova TV e che viene incoronato miglior giocatore del decennio! Alla faccia della coerenza!

Che bello sarebbe vincere stasera con un rigore inesistente e un fuorigioco di tre metri non fischiato a Matri?!

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