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Juve, la notte prima degli esami

È arrivata la notte prima degli esami. Esami di Champions. Esami di maturità.

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Chi non ricorda, perché beato lui giovincello ma anche chi l’ha vissuta quaranta, cinquanta anni fa, la notte prima degli esami di maturità?

Chi non l’ha mai sognata, sia prima che dopo?

Ansie giovanili, strategie di posti in classe, tecniche di copiatura, persino una preghiera . Qualunque cosa per debellare il terrore incombente.

Ora, in tempi più tecnologici, il doppio iPhone (l’altro lo si consegna ai cerberi della Commissione) per poter consultare Internet o fotografare il compito del vicino di banco.

La mano stretta al compagno o alla compagna nel salire le scale che portano alla classe che sembra un patibolo. La paura di non farcela.

Poi l’orale. Con quella prima maledetta domanda che fortunatamente ora è diventata un argomento a piacere proprio per traumatizzare di meno il candidato.

Già, la prima domanda.

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È come toccare il primo pallone. Se lo tocchi bene, di solito, poi fila tutto liscio.

È come la prima partita di Champions. Se la fai bene, di solito, arrivi lontano.

La Juve giovanissima di Conte, ammessa agli esami con una pagella scudettata  e corredata dal 10 con lode dell’imbattibilità, si appresta all’esame di maturità.

Conte già l’ha vissuta questa notte. A Dortmund, e il giorno dopo fece un goal in tuffo di testa che non scorderà mai; come non scoderà mai il 3-1 di quella serata e poi l’epilogo all’Olimpico di Roma di una cavalcata trionfale. Con in mano la Coppa con le orecchie grandi.

Ma stanotte la vivrà in maniera diversa, con maggiore responsabilità. È lui il capo che veglierà sul sonno inquieto dei suoi gladiatori. Che cercherà di trasformare quell’ansia in adrenalina allo stato puro da riversare l’indomani sullo Stamford Bridge, il campo dei campioni in carica.

La voglia e la rabbia, per mille motivi, sono tante.

È la notte prima degli esami.

Anche noi tifosi faremo fatica a prendere sonno.

Ma mercoledì sera, al segnale di Carrera-Conte, scateneremo l’inferno.

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