Il lavoro di Marotta è stato fin qui eccezionale: profilo basso e pedalare. Il compito non era dei più semplici. Una zavorra come la rosa attuale della Juve è di difficile comprensione. Non si può lavorare serenamente, né in entrata (perché rischi poi di non vendere al prezzo giusto e di ritrovarti una rosa spropositata e non più gestibile) né in uscita (perché gli ingaggi della Juve non sono così facilmente pagabili da altre società, e se a questo sommiamo il già scarso valore dei componenti bianconeri, beh il puzzle è completo). Il fatto di trovare ogni giorno un nome nuovo sul giornale è di buon auspicio. Significa che la stampa le spara grosse, e fra i cento nomi in una settimana almeno uno deve essere giusto. In Sicilia si dice spesso nun fari scrusciu, cioè non fare rumore. Come i ladri che operano nel silenzio più totale, o i grandi predatori che giocano sulla sorpresa, sull’imprevedibilità. Maestro assoluto era Moggi, chissà che non abbiamo per le mani un gran bel lavoratore. Leggo così gli ultimi affari, veri o presunti, legati al mercato Juve.

Advertisment

Cominciamo dal nome più importante. Per il valore tecnico in sé del giocatore e per il ruolo che alla Juve si ritrovano terribilmente scoperto. Si chiama Leonardo Bonucci, che Lippi non ha impiegato perché si ritrovava con Chiellini e Cannavaro. E’ stato riscattato dal Bari che ha sborsato quasi 8 milioni di euro. Tenerlo sarà impossibile e non è nemmeno l’obiettivo di Ventura. Dalla Juve arriverà Almiron in comproprietà (2,5 milioni di euro, fu pagato da Secco quasi 9, e qui poco c’azzecca l’età dell’argentino) e probabilmente qualche prestito interessante (Giovinco? Immobile? Marrone?) più un conguaglio. E’ un ottimo colpo, perché mette a posto una difesa che ora necessita assolutamente di terzini e forse di un quarto centrale da cercarsi fra quelli a parametro zero (Gallas ha rifiutato, stando alle voci inglesi) o qualche giovanotto della Primavera.

Advertisment

Ecco, le fasce, ci risiamo. Pepe e Martinez sono stati presi. Per quanto visto, poco e male, Pepe potrebbe davvero far bene in maglia bianconera, sfruttando le idee di Del Neri. Analogo discorso per Martinez per il quale esiste il dubbio della personalità e dell’adattabilità quasi completa a un ruolo che francamente non mi sembra il suo, cioè quello dell’ala. Però, ripeto e ripeterò, di Marotta mi fido. Piuttosto c’è da sbrogliare la matassa Krasic: lo prendiamo o no? Il serbo ci servirebbe, inutile negarcelo. Due soli esterni per una stagione intera non sono pochi, sono insufficienti. Di Camoranesi c’è poi da valutare la condizione, fisica e mentale. Ha ancora voglia di Juve, di correre e sacrificarsi? Altrimenti di esterni ne servono ben due. Detto di Krasic io proverei a plasmare Giovinco. Non rinuncio all’idea di vederlo a Vinovo e poi nel preliminare di Europe League e poi in campionato. Si parla di Elia, ma non mi convince più di tanto. Non per ragioni tecniche, ma per ragioni economiche.

Si parla di soldi? Certo che sì. E allora Dzeko resta un sogno, ammesso che sia in qualche istante apparso a qualcuno come pista reale. Ne servono trenta, di meno proprio non bastano. E se Diego non accetterà il trasferimento in Germania, e altri lo seguiranno, questa Juve è giocoforza incapace di poter firmare un assegno di quella portata. Forse scottata pure dagli affari (per chi ha venduto) di Melo e Diego, appunto. Ma ripartire con i quattro tenori d’attacco, la cui media età diventa paurosa e la media gol ridicola, è un rischio troppo grosso. Di cui, sono sicuro, Marotta è a conoscenza. Quindi, da qui fino al 31 agosto mi aspetto qualcosa. Non certo un nuovo Platini, né un nuovo Bettega. Ma qualcosa.

Bonucci a Torino, fino a poche ore fa, significava Criscito a Genova. Ma a questo punto, cercando di saltare a pie’ pari la logica degli affari, Marotta potrebbe realmente andare allo scontro frontale. Il gioco di Preziosi fin qui è stato bruttino: ha cercato di far inserire l’Inter, la grande compagna degli affari loschi (leggi Genoa-Lazio dello scorso campionato, anticipo di Lazio-Inter dello scorso campionato, i due biscottoni più clamorosi) e ha cercato di giochicchiare pure con Angelozzi che per fortuna con l’Inter non ha parentela. Io proverei ad andare alle buste per Criscito, lasciando tutto Palladino a Gasperini. Io farei così perché è la necessità che lo impone.

Advertisment