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JUVE: né testa, né gambe, né cuore, né Conte

Siamo juventini. Non stiamo qui a lamentarci del rigore inesistente concesso al Milan. Non stigmatizziamo il commento di Sky dove Bergomi  dice che “l’arbitro ha punito l’intenzione di Isla di colpire il pallone con il braccio”. Non facciamo riferimento al catenaccio del Milan stile Padova di Nereo Rocco (che tra l’altro è un’ottima tattica quando si è inferiori all’avversario). Non sottolineiamo le ripetute perdite di tempo dei giocatori del Milan stile squadra provinciale. Il Milan, attualmente, è quello che è: bravissimo, nelle sue condizioni, a battere la Juve. Più di così non poteva fare.

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Siamo juventini. Non contestiamo i nostri campioni. Un applauso a chi è Campione d’Italia, è in testa alla classifica ed è in corsa per la Champions League dopo aver umiliato i campioni in carica.

Ma essendo juventini, ieri sera abbiamo sofferto a veder giocare la Juventus.

E se siamo juventini veri, come lo siamo, non dobbiamo nasconderci dietro scuse puerili o far finta di non conoscere la realtà. La quale va affrontata, a brutto muso. Così come  sarà brutto quello di Conte alla ripresa degli allenamenti.

Non era, non sembrava, non poteva essere la Juventus di Conte. Mai vista giocare così male. Mai.

Dov’era rimasta la testa? Alla serata di gala di Champions? Avevamo avvertito che non bisognava entrare in campo con il superioty complex. Siamo, perlomeno, due volte più forti del Milan. Ma se non abbiamo la testa in campo perdiamo anche con l’ultima in classifica. Immaginatevi a San Siro.

Dov’erano le gambe? Speso tutto contro il Chelsea? Siamo abituati a giocare ogni tre giorni: da martedì a domenica ne corrono cinque di giorni. C’era il tempo per essere in condizioni smaglianti. Il Milan aveva anche un giorno di riposo in meno.

Dov’era, soprattutto, il cuore? Quello che l’anno scorso lanciavamo oltre l’ostacolo? Ci auguriamo che nessuno si sia montato la testa o imborghesito. Noi siamo una ottima squadra se giochiamo con il cuore e la giusta cattiveria, altrimenti siamo come gli altri. Non possiamo ricordarci che occorre combattere dopo metà partita. Può essere troppo tardi. È stato troppo tardi.

Dov’era Conte? Purtroppo nel box in tribuna. Condannato senza prove. Alessio raccomandava ad Isla, su ogni pallone, di arrivare sul fondo per crossare; Isla crossava sistematicamente da molto più indietro centrando sempre ( e sempre in questo caso vuol dire sempre) la gamba sollevata di Constant. Quagliarella, sostituito, passava vicino ad Alessio e si copriva la bocca per non far vedere il labiale con il quale non diceva certo parole d’amore al suo allenatore. Sono esempi. Con Conte in panchina Isla e Quagliarella avrebbero avuto altri atteggiamenti.

Ma  dov’era Conte si può interpretare, senza aver paura di sottolineare per la prima volta qualche probabile errore del nostro condottiero, anche nel senso che stavolta alcune scelte del Mister non ci hanno convinto per niente.

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Avevamo visto martedì un Lichtsteiner indemoniato. Uno spettacolo. Ci aspettavamo di rivederlo. Abbiamo dovuto assistere, per 45 minuti, ad una prestazione disastrosa di Isla culminata con il fallo da rigore che sempre grossa responsabilità rimane anche se fallo non era. O forse il culmine è stato raggiunto quando, non si sa perché Constant assente, Isla, liberissimo, ha crossato direttamente in curva.

Tutti abbiamo capito che doveva essere sostituito. Ovviamente anche Alessio e Conte. Non abbiamo nulla contro Padoin che è un ottimo professionista, fa parte della rosa  (e quindi è normale che talvolta entri in campo), e tra l’altro non ha giocato nemmeno male. Ma, per curiosità, Lichtsteiner, Pepe e Giaccherini non erano in panchina? Padoin doveva risolvere la partita? Una partita da rimontare?

E se Conte non si fidava di sostituire Isla ed Asamoah (altra prestazione deludentissima) con due tra Lichtsteiner, Pepe, Giaccherini e De Ceglie, visto che sulle fasce la Juventus non sfondava mai, non era possibile immettere subito Pogba e Giovinco, giocando con tre punte?

E se la squadra avversaria fa un catenaccio anni sessanta per cui occorre crossare al centro dell’area intasata, e non utilizziamo Bendtner, per quale motivo lo abbiamo comprato? È una bocciatura definitiva? O un messaggio a Marotta?

Se Conte ha sbagliato, si ravvederà. Lui è un grande.

Se vogliamo dirle tutte dobbiamo ricordare un Buffon che prova a parare con due mani il rigore tirato male da Robinho con il risultato di non trattenerlo e, nel secondo tempo, uno sciagurato passaggio-goal agli avversari (per ingiustificabile sufficienza), recuperato magistralmente da Barzagli. E dobbiamo ricordare i numerosissimi errori di Vidal, l’anonimato di Marchisio, l’assenza di Pirlo, “schermato” dagli attaccanti del Milan e comunque capace di tentare di perdere, in dribbling, una palla a pochi passi da Buffon. E poi l’apatia di Quagliarella e Vucinic. Di Asamoah abbiamo già detto. Per Isla è meglio non aggiungere altro.

Ancora c’è da aggiungere che nelle ultime quattro partite di campionato abbiamo raccolto quattro punti sui dodici a disposizione.

Il tutto va detto per onestà. Senza voler contestare nessuno. Ci mancherebbe altro.

Ma per stimolare.

Nessuno chiuda gli occhi e faccia finta di non vedere.

Sarebbe l’errore più grave.

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