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Juve: numeri da crisi?

Si fa un gran parlare di Juve. Di fatto in Italia è un argomento sempre caldo, a maggior ragione quando la storia vede i bianconeri protagonisti e cioè sempre, tranne qualche mesetto nel post Farsopoli.

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E’ un inizio di stagione davvero molto particolare. Senza Conte al via delle partite ufficiali, già in Supercoppa contro il Napoli, questa Juve sta sorprendendo?

Ad ascoltare le parole di Arrigo Sacchi sembra di no, almeno sembra che questa squadra stia realmente confermando tutte le bontà mostrate lo scorso anno e qualche numero pare pure suggerire che molte pecche sono state colmate.

Ad ascoltare qualche critico di troppo vien da pensare che più che opinione si tratti del solito rosicare. Da Napoli si piange già sperando che ciò possa garantire un arbitraggio tipo in quel famoso 3-1, da Milano rimbalzano voci dei martiri Galliani e Moratti che sono “abituati a subire torti”, da Roma si tira il dado per dire se “il Palazzo è contrario ai giallorossi” o se “gli arbitri vogliono che Zeman non vinca”. E più rosicano, più si tende a godere…

Se qualitativamente non potremo mai pervenire a un punto comune a tutti, allora vale la pena aprire i siti di statistica del calcio e tirar fuori qualche dato.

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Campionato. La partenza in campionato è più che soddisfacente, e viene da ridere pensando alla situazione del Milan. Sono 19 i punti, frutto di sei vittorie e il pareggio contro la Fiorentina dove ai Viola non è bastato giocare la miglior partita degli ultimi anni. Sono 17 i gol segnati e qui notiamo una prima distonia: la Juve non segna? 2,71 gol a partita non sembrano pochi, anzi sembrano una media da Liga spagnola. Miglior attacco e seconda miglior difesa con 4 gol subiti. La Juve ha subito 1 rigore contro (Osvaldo in Juve-Roma) e 4 a favore. In Serie A c’è una squadra che non ha ancora ricevuto rigori contro e si tratta del Napoli (che comunque li ha a favore anche quando il fallo avviene fuori aerea).

Undici uomini in gol. A sintetizzare il pazzesco ritmo di segnature vi è un dato interessante: sono ben 11 i giocatori che hanno già esultato. Tutti gli attaccanti impiegati hanno timbrato il cartellino del gol: manca Bendtner che però ha sudato la maglia solo per pochi minuti contro il Chievo. Il centrocampo risulta ancora il motore principale per la Juve: fra gol, assist e prestazioni Conte ha a disposizione il miglior centrocampo d’Europa. Manca ancora all’appello un certo Isla e Pepe è pronto al rientro.

Champions League. Evidentemente la delusione fa rima con curiosità. Aspettarsi una Juve schiacciasassi pure in Europa appariva arrogante già ad agosto, figuriamoci dopo aver assaggiato il ritmo della Champions e i primi due tosti avversari quali Chelsea e Shakhtar. In entrambe le partite si può comunque segnalare l’imbattibilità dei bianconeri anche di fronte a un doppio svantaggio a Londra e di fronte a un avversario più in forma a Torino. Segnaliamo pure l’atteggiamento ridicolo e vergognoso del tifo organizzato che sembra aver troncato gli animi dei bianconeri. La fortuna è che tutto è ancora in gioco.

Un trofeo già in bacheca. Ad agosto la Juve ha già provveduto ad alzare il primo trofeo stagionale. La Supercoppa vinta contro il Napoli è solo il primo tassello di una stagione molto pesante e delicata, ma partita molto bene.

Uomini chiave. Non c’è il top player, forse perché i vari Pirlo (3 gol in stagione), Marchisio, Vidal, Giovinco e Vucinic lo sono sul campo e meno sulla carta. Il montenegrino è autore di un inizio di stagione esaltante: forse il bottino di reti poteva essere più interessante, ma va decisamente bene così. Giovinco mi è personalmente piaciuto e contro il Siena, giocando in un determinato modo e posizione, ha dimostrato di poter essere molto utile alla Juve. Marchisio si sta esprimendo su livelli europei, mentre Vidal e Pirlo hanno alternato buonissime partite a partite di stanchezza. In ogni caso fanno comunque la differenza. Nei momenti di difficoltà si sono pure visti uomini importanti come Quagliarella e Giaccherini, Lichtsteiner e Asamoah, compresa tutta la difesa che ha sofferto la stanchezza complessiva della squadra. Benissimo anche Buffon che per la verità non ha dovuto ricorrere a straordinari. E benissimo Bonucci: non era facile, dopo la vigliacca persecuzione di Palazzi, tirar fuori il carattere e risolvere la partita con lo Shakhtar e fornire prestazioni molto soddisfacenti. Per me è il simbolo di una Juve che di morire non ne aveva proprio voglia, di una Juve che non molla mai.

Conclusione. Può una squadra capace di infilare dieci partite come quelle descritte essere in crisi? Può una squadra imbattuta in campionato da 46 match essere considerata “con diversi problemi”? E’ legittimo sospettare che i ritmi dello scorso campionato non si possono più facilmente ammirare, forse non nel mese di settembre? E’ indubbio constatare che qualche elemento abbia sofferto la stanchezza, ma in fondo si tratta di uomini e di una nuova esperienza quale la Champions. Giocare ogni 3 giorni è complicato per tutti, ma con qualche vittoria in più in Europa e mantenendo il trend in campionato noi saremmo pienamente soddisfatti. E voi?

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