Menu Chiudi

Juve, su la maschera: non siamo da scudetto

Gioco di parole, cautela, o semplicemente la presa di coscienza di una realtà ancora tutta da decifrare.

Advertisment

Che Antonio Conte abbia già in mano tifosi e gruppo è lapalissiano, ma che questa truppa possa essere all’altezza delle Juventus precedenti, quelle cioè che hanno stracciato avversarie e campionati, è un azzardo anche solo pensarlo.

Certo, alcune sicurezze sono state già acquisite, ma gioco e carattere, personalità e grinta devono essere allenati costantemente, giorno dopo giorno, domenica dopo domenica. Ed è questa la sfida più difficile per l’ex capitano bianconero.

Il gruppo è stato rafforzato: si poteva fare di più? Probabilmente sì, con un ulteriore immane sforzo della Proprietà, ma si è fatto il possibile.

Attacco e centrocampo non destano preoccupazioni, basterà soltanto non farsi male e trovare i giusti ritmi e le dovute intese, mentre la difesa è l’unico grosso punto interrogativo della banda di Conte. Posto che Chiellini necessita di una guida al suo fianco e che né Barzagli né Bonucci rappresentano in questo momento il meglio che c’è in giro, e posto che Lichtsteiner è la più bella sorpresa di questo mercato e che De Ceglie può garantire un buon rendimento, al reparto manca un leader. Come lo fu Montero, come lo fu la coppia Montero-Ferrara. Manca quella cerniera insuperabile, tipo il trio delle meraviglie di Capello e cioè Cannavaro-Thuram-Buffon. Alla mancanza di top-player in difesa si può sopperire solo con una compattezza degna del miglior Lippi. Sarà il lavoro di Conte.

Advertisment

Ora, resta in piedi un altro ragionamento: è vero che questa Juve non può competere con le Juve precedenti, quella di Lippi o di Capello, ma certamente le avversarie odierne fanno meno paure rispetto a quelle annate. Il dovere di provarci, cioè di inserirsi fra le prime tre, è assolutamente un obbligo, appunto, le percentuali di riuscita crescono in base al rendimento dei singoli.

Se per esempio Vucinic, Matri e Quagliarella riuscissero nell’impresa di non steccare i cosidetti periodi-neri-degli-attaccanti, riuscendo a contribuire almeno con 10 gol a testa, ecco che alcuni problemi di solidità potrebbero essere risolti, contando sul supporto dei centrocampisti. Detto in altro modo: consci di non avere un bomber da 20 gol (qualora Matri dovesse ripetere la passata stagione, questo ragionamento andrebbe a farsi benedire) per riuscire a vincere più partite possibili sono necessari i gol dei difensori e dei centrocampisti. La prima uscita in questo senso è confortante: Lichtsteiner difficilmente potrà ripetersi, a mio modo di vedere, mentre si attendono i gol degli esterni: Pepe, Krasic, Elia, e perché no Estigarribia e Giaccherini. L’idea offensiva di Conte prevede proprio che le ali vadano in rete. Mentre Marchisio e Vidal potrebbero rappresentare quei veleni, quei gol salva partita che arrivano quando gli attaccanti sono in giornata no. In tal caso avere a disposizione i piedini fatati di Pirlo è uno di quei miracoli sportivi di cui Buffon ha già indicato la provenienza.

A tirar le somme da queste piccole riflessioni si potrebbe concludere che in realtà la maschera andrebbe tirata giù: siamo da scudetto. Ma la storia del calcio è chiara, molto chiara: l’entusiasmo, cioè la benzina che accompagnerà le nostre prime uscite, terminerà presto per lasciare spazio all’organizzazione, allo studio, a quell’inerzia che è propria delle grandi squadre. Subentrerà un po’ di fatica, subentrerà il problema di gestire un gruppo di ragazzi che non dovranno correre il rischio di far emergere i propri egoismi, subentrerà il problema dei periodi bui: quando la palla non entra, quando la partita si mette male, quando le giocate non riescono. In questi periodi la Juve di Lippi e Capello riusciva a trovare l’asso nella manica: ora la sfuriata di Nedved, ora il gol salvifico di Zalayeta, ora la gemma di Del Piero, ora la zampata di Trezeguet, ora il gol lampo e la difesa rocciosa che respingeva pure le cannonate.

Saprà Conte ricostruire quello spirito e quel contesto di immensa classe? Saprà Conte respingere la negatività dei periodi neri che, statistiche alla mano, per la Juve sono rappresentati dagli ultimi 5 mesi di campionato?

Ecco, su la maschera, è meglio: non siamo da scudetto!

Advertisment