Quando il lunedì mattina, o anche la domenica sera, non sentirete proteste nei confronti della Juve… allora preoccupatevi perché vuol dire che non saranno arrivati i tre punti in classifica. E’ un classico, una barzelletta tutta italiana, ma che abbiamo il piacere di sentire sempre meno spesso. Troppo evidente il divario tecnico e psicologico fra la Juve di Conte e tutte le altre. Troppo evidente pure per una critica spudoratamente schierata e che alla Juve non fa mai sconti.

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Perciò è un piacere sentire quegli sprizzi di onestà intellettuale alla Domenica Sportiva o negli studi Sky o Mediaset. Da Mondonico (lui che non può non sapere) a Collovati, da Baconi a Sacchi, tutti concordi nel dire che questa Juve fa impressione. Perché se bastano appena 30 minuti per ribaltare e sbarazzarsi un ottimo Genoa, allora vuol dire che contro la Juve l’avversaria di turno dovrà faticare più di Ercole nel famoso racconto. E potrebbe perfino non bastare se Carrera potrà ancora pescare dalla panchina gente come Vucinic e Asamoah. Troppa grazia? Ce la godiamo volentieri.

Eppure non sono mancate le proteste, alcune anche comiche che ci fanno domandare: davvero è possibile andare in video e decidere di sopprimere la propria dignità di professionista cavalcando un tema, quello dell’antijuventinità, che ha stancato tutti? Sì è possibile.

Zeman: spettacolo puro… per gli avversari però

Prima o poi Zeman spiegherà a tutti la favoletta del complotto di Moggi ai suoi danni. Un complotto che sembra addirittura retroattivo: cominciato nel ’94, a detta del boemo, ma che affonda le radici nei 30 anni di carriera di Zeman. Una favoletta che non potrà raccontare ai nipotini. Immaginatevi la scena: “Sai, il nonno è stato un grandissimo allenatore”. “Sì, nonno, ma non hai mai vinto un cazzo”. Moggi non c’è più, eppure la Roma arranca già dopo 3 giornate. E pazienza se la Juve viene descritta come indietro di condizione e non ancora perfetta nei meccanismi: firmerei perché le giornate finissero tutte con questi risultati.

Gli attacchi di Zeman a Vialli (magari Gianluca potrà fornire al boemo un po’ di Maalox) e alla Juve non fanno testo, certo stupisce quello ad Abete a tutto il sistema calcio. Mourinho toglierà il disturbo a Madrid, magari ora senza Moggi il team blanco penserà al boemo per la panchina?

Intanto le proteste arbitrarli trovano poco conforto fra i moviolisti. E ne fa le spese De Canio.

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De Canio: rosicamentum ad maiora

Mi fa simpatia, perché mi fido un po’ di Conte quando gli faceva da secondo ai tempi del Siena. Penso sia un tecnico mediocre, nell’accezione positiva del termine altrimenti a quest’ora avrebbe già allenato una grande squadra. Ma il rosicamento del post-gara è falso come quella classifica provvisoria del primo tempo. Frutto di rabbia, forse anche di impotenza di fronte alle stoccate di Vucinic e Asamoah che, per l’appunto, giocano nella Juve e per la Juve.

Che abbia subito un preinfarto o abbia sofferto i crampi, il difensore rossoblu non è esente dal fallo da rigore tanto evidente quanto banale. Forse di due livelli superiore in velocità Asamoah, resta il fatto che l’atterramento l’ha praticamente segnalato il difensore stesso che prima ancora che Asa toccasse terra segnalava già “non l’ho toccato, non è rigore”: chi abbia calcato anche l’erbetta sintetica di un calcetto dopolavoristico sa bene che è una reazione normale a una “cazzata” in campo. Pazienza.

La storia dell’ultimo uomo è opinabile: la palla andava sui piedi di Marchisio, quindi De Canio spiegherà un giorno o l’altro perché Kucka era solo nel momento del dribbling. Il calcio è uno sport stupendo, ma si basa su regole anche semplici, molto crude se volete: da una parte c’è Bertolacci, dall’altra un certo Vucinic, questo Vucinic. Il risultato è purtroppo scontato, perché nella sua illogicità il calcio ha una… logica.

Supermoviola: cercasi errore proJuve, chiedere di Sky e Mediaset

Devo fare i complimenti a Mister Sacchi. Non è facile oggi trovare un invitato opinionista che dica queste cose:

La gente sa che ho un affetto particolare per il Milan, ma io se devo scegliere una squadra da guardare allora prendo la Juve. Perché come l’anno scorso ha dimostrato è la squadra che gioca il miglior calcio, un calcio europeo, che diverte, con un collettivo che supera la difficoltà di non avere un campione. Conte ha fatto un lavoro straordinario.

Segno che qualcosa sta davvero cambiando? Forse il sollevare i nostri quotidiani dubbi sullo sporco lavoro di Gazzetta & Complici sta dando i suoi frutti riportando un minimo di equilibrio nel dibattito calcistico italiano? Lo speriamo davvero, perché a parlare SERIAMENTE di calcio ci si diverte molto di più che rispondere a rosicamenti paurosi come i precedenti.

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