La prima uscita porta con sé troppi elementi di ingiudicabilità: fattore di forma fisica, inserimento dei nuovi arrivati, presenza di elementi della primavera, preparazione più che avviata degli avversari.

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Ma certo alcuni elementi possiamo già darli per confermati, altri verranno giudicati nei prossimi giorni.

Alvaro Morata si è ufficialmente candidato a leader: già scoppiettante, già incisivo seppur partendo molto lontano dalla porta e sulla fascia sinistra, occhi e atteggiamento da capitano aggiunto. Il ragazzo spagnolo può ulteriormente acquisire maturità e consapevolezza e imporsi come elemento insostituibile in attacco. Davvero una grande impressione, con una intesa tutta da trovare con i vari Dybala e Mandzukic la cui complementarietà fa ben sperare. L’argentino ha colpi importanti e deve soltanto capire, insieme ad Allegri, se conviene studiare da numero 10 o da seconda punta. Mentre il croato deve potenziare il fisico e mirare meglio la porta: di assist ne arriveranno, cosí come di spazi, e le sue caratteristiche sembrano ideali in un ipotetico 4-3-3 o in una qualunque coppia d’attacco. Contando sul fatto che Zaza è sembrato cattivo al punto giusto, almeno sul lato della forma fisica.

A centrocampo può inizialmente pesare l’essere vedovi di due autentici fenomeni come Pirlo (che Marchisio non farà rimpiangere) e Vidal (peccato per Khedira e un primo malanno). La Juve deve sopperire con la crescita di Sturaro (i cui mezzi fisici sono importanti) e l’inserimento sempre più deciso di Pereyra. A Pogba si chiede invece maggiore concretezza: ha doti fuori dal normale, ma deve imporsi disciplina e la ricerca della giocata efficace, prima che spettacolare a tutti i costi.

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La difesa è nuovamente il punto di partenza: solida, con un ricambio in più come Rugani, e la possibilità di variare schemi. In particolare Rugani deve imparare in fretta dai vari Bonucci, Barzagli e Chiellini. L’eleganza con cui si muove e la disinvoltura con cui non mostra il minimo atteggiamento timido o d’emozione fa quasi voglia di pensare che un altro Scirea è possibile. E glielo auguriamo di vero cuore.

Chissà come ha dormito Neto alla vista di quel ragazzino di nome Buffon cominciare la stagione con un paio di interventi da urlo, già a fine luglio, quasi a voler gridare che lui c’è, anche quest’anno, come sempre, con voglia e tanta classe.

In attesa della prossima sfida (29 luglio), Marotta e Paratici sono sempre a lavoro per completare una rosa che necessita del trequartista che Allegri vorrebbe tanto. Uno in grado di fare da collante fra la muscolarità del centrocampo e la potenza di fuoco dell’attacco. Uno in grado di lanciare ripartenze o fare il regista d’attacco come amava Tevez. Un terzino sinistro per svecchiare la fascia è poi l’ultima pedina che consegna al mister un’altra rosa importante.

Perchè vincere 10 trofei alla Juve è sempre meglio che rischiare di non vincere nulla… altrove!

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