Ci sono diversi modi per leggere il momento bianconero: con ironia, con lucidità, o senza il senno del tifoso medio.

Advertisment

Cominciamo dall’ironia: siamo a +1 dal Frosinone, quindi non più fanalini di coda di una Serie A in cerca di un temporaneo nuovo padrone. Il “salutate la capolista” gridato dai tifosi del Chievo è un bel messaggio al calcio italiano, ma sporadico.

Continuiamo con “senza il senno del tifoso medio”: Bonucci ha espresso il corretto pensiero. Venite allo stadio e aiutateci col vostro tifo. Ci aveva provato pure Buffon nel corso della gara, chiedendo cori e non fischi. Questa strana voglia di affossare chi appare già affossato non aiuta l’ambiente juventino e anzi favorisce chi vuole alimentare questo momento di difficoltà (leggi antijuventini e media).

Proviamo a ragionare con lucidità.

E’ ormai evidente una spaccatura fra le richieste iniziali di Allegri e il mercato scellerato di agosto di Marotta. L’AD non può certo nascondere le difficoltà di impostare una strategia vincente in sede di calciomercato, dove tutti i primi obiettivi sono evaporati, lasciando spazio per incredibili operazioni quali Hernanes. E adesso Allegri dovrà trovare una quadra in mezzo a tanti, troppi dubbi. Unica certezza: il bilancio. Ma con questo purtroppo non si scende in campo.

Advertisment

Chi cambia tanto, come la Juve, dovrebbe almeno mantenere una colonna vertebrale di personalità e tasso tecnico inalterato e costante, ma questo Allegri non lo sta facendo. Un po’ perchè Marchisio si è rotto di nuovo, un po’ perchè Khedira doveva servire proprio a non abbassare il tasso di personalità del centrocampo, un po’ perchè alcuni uomini stanno mancando: Morata e Pogba su tutti.

Resta una rosa sufficiente in Italia, a patto che l’allenatore sappia trovare il modulo corretto per esaltare le doti di chi scende in campo. Cuadrado e Alex Sandro rappresentano per esempio pedine importanti e nuove, capaci di spostare sull’esterno il fulcro del gioco e garantendo strappi interessanti nell’uno-contro-uno. E allora diventa fondamentale un attaccante puro in mezzo all’area: Mandzukic o l’ignorato Zaza (su cui società e allenatore devono prendere una decisione ultima: o dentro il progetto, o conveniva liberarsene).

Poi ci sarà da capire che fra Pereyra, Pogba, Hernanes e Sturaro non ve ne è uno capace di far correre il pallone: è tutta gente che ama correre CON il pallone, rallentando la manovra o addirittura vanificando ogni tattica di costruzione. È palese, ma Allegri deve rimediare in fretta. L’unico in grado di far girare la squadra sembra essere Dybala, praticamente il miglior folletto in grado di prendersi la responsabilità di palloni e dribbling scottanti sulla trequarti. L’argentino è l’unica gioia bianconera, ma va protetto e soprattutto lasciato libero di inventare. A parte che è l’unico che in gare ufficiali sta vedendo la porta.

Nessun problema invece in difesa, dove perfino il vecchietto Buffon risulta ancora decisivo. Ma la mancanza di filtro a centrocampo e l’inesistenza di una trama pianificata potrebbe gravare sulle prestazioni della retroguardia, vera arma segreta degli ultimi 4 anni.

Per finire, mercato e uomini alla mano, questa rosa sembra proprio ciò che Conte desiderava appena un anno fa. Altro dilemma da consegnare agli appassionati di enigmistica: per solutori più che abili!

Advertisment