Non è stata una Juve spettacolare: non doveva esserlo e non poteva esserlo per varie ragioni. E’ stata invece una Juve matura, una Juve che ha usato il cervello per comandare gambe stanche e la qualità dei ragionamenti preparati in settimana si è vista.

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Una Juve accorta ha fatto fuori l’Ajax, temibile avversario, giovane eppure insidioso. Non è un’impresa, ci mancherebbe, ma aggiunge un pò di valore a questa stagione che non accenna a cambiare in quanto a sfortuna. Fuori Buffon e ieri, dopo 10 minuti, fuori anche Amauri. Proprio il brasiliano che sarebbe servito come il pane dopo aver ritrovato le scarpette di calcio e un minimo di forma mentale. E’ sfiga o è una qualche maledizione di morattiana firma?

La lettura della partita è perfetta: si attacca nel primo tempo cercando il gol e facendo capire agli avversari che si hanno le armi per fare male. Si amministra nel secondo tempo in quanto le energie sono già esaurite e domenica c’è il Palermo, poi Fiorentina, poi Napoli e via così, compresi gli ottavi di finale contro il Fulham. Non sarà la Champions League, ma a me questo trofeo ispira. In fondo, è da un pò che non portiamo qualcosa a casa e questa coppetta non è proprio pari al Trofeo TIM.

Difesa di ferro. La promessa di Chiellini è stata “cercheremo di registrare la difesa”. Ecco, promessa mantenuta. Ora cerchiamo di mandare le repliche di questa registrazione per favore. Perchè non sempre si fa gol. Ieri ci si è messo il palo (Sissoko), due difensori sulla linea (Legrottaglie e Chiellini), un buon portiere (Del Piero e Marchisio) e mira non precisa.

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Prova di Melo strepitosa. A noi, lì in mezzo, serve uno che picchia e che combatte, che mette la gamba, che litiga, che accende gli entusiasmi dei tifosi con gesti plateali e tante grida. Ci serve Melo e Melo è tornato. Non avrà certo le qualità di Dunga in fase di regia, ma non lo abbattono nemmeno le pallonate. Va a sfidare pure l’arbitro e ha talmente tanta ragione (un numero imprecisato di falli mai puniti) che lo stesso direttore di gara non può fare altro che sorbirsi la risatina di Melo che aveva tanto il significato “se la mettiamo sulla rissa finisce male!”. E per magia i falli diminuiscono.

In Spagna è andato in onda un servizio su Alex Del Piero e si mormora che a Madrid la gente a casa si è alzata dal divano ad applaudire. In Italia si fa fatica a fargli i complimenti. Ma ad Alex Del Piero interessano, da sempre, i fatti. E i fatti dicono che lui è la Juve e non c’è altro giocatore così determinante sulla faccia della terra. Va per i 36, ma ha la gioia e la grinta di un ragazzino che deve ancora conquistare tutto, mentre lui ha già conquistato tutto. E più volte. Trascina la squadra, nasconde la palla, lancia, prova il tiro, corre, rincorre e scalcia. Non è stato come tutta la Juve brillantissimo, ma a questa Juve, a noi tifosi, basta vederlo così. E’ un’amore incondizionato, forse senza pari. Probabilmente Boniperti per i più vecchi, Scirea per i meno vecchi, ma Del Piero è Del Piero ed è inarrivabile. Inavvicinabile per fatti, per comportamenti e per dati. Capitano, sei grande!

E mi accingo al primo complimento per Zaccheroni. Finora non ne ho fatti di così espliciti. Memore dell’andata e reduce da uno studio dei rivali e delle condizioni della Juve, Zaccheroni esegue una scelta da Gran Maestro: Marchisio a destra, Sissoko a sinistra. Chi si ricorda l’andata non può non notare come la Juve non ha mai sofferto sulle fasce ieri sera, al contrario che in Olanda. De Ceglie spinge e costringe il proprio rivale a rimanere basso. A proposito: vai Paolino, vai che cresci ancora e da lì non ti muoverà più nessuno! Dall’altra parte Grygera difende bene e Marchisio offre più copertura e sufficiente spinta. Mossa, a mio avviso, geniale a dimostrazione del lavoro che la Juve compie in settimana. Altra mossa intelligente: far rifiatare Diego e mettere Candreva. Camoranesi aumenta il minutaggio e a me pare pronto per lo sforzo contro i rosanero.

Diego è uscito con una faccia che lascia ben sperare chi tifa Juve. Se sei molle e scarico non ti incazzi, accusi il colpo. Invece il numero 28 esce scuotendo il capo, dice “no, no” e va dritto negli spogliatoi. Lui per primo sa che questa sostituzione è benefica. E’ a corto di fiato e a noi serve il miglior Diego. Zac annuncia che gli parlerà ma che “conoscendo Diego, non ci sarà alcun problema. Certo non poteva essere felice e anzi questo è un fatto positivo.”. Concordo con Zac che oggi verrà subito analizzato dal CdA. Occhio a non fare cazzate, voi in giacca e cravatta. Perchè questi ragazzi sul campo hanno deciso di non farne più. Vai Juve che siamo sulla buona strada!

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