Tutto semplice, alla fine. Nonostante i cambi, nonostante i titolari siano stati messi a riposo. Prova importante di chi è andato in campo e questo è quello che fa felice Conte.

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L’allenatore può contare su seconde linee interessanti, ma certamente non sono queste a poterci dare la spinta in più per inseguire traguardi storici.

Storia a parte, il match con l’Avellino ha mostrato un Giovinco in palla e un Quagliarella sempre più voglioso di guadagnarsi il gruppo. Con un Marchisio che in fase di costruzione si è comportato piuttosto bene (cosa da replicare con maggiore convinzione quando mancherà ancora Pirlo).

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Il gol di Giovinco è una perla e non basta l’Avellino a renderlo meno bello. Traettoria geniale, grande sensibilità. Se solo Sebastian trovasse continuità e forza mentale. Un po’ come suggerivano a Neo in Matrix: una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla.

Conte ci crede, ci credo anche io, ma Giovinco deve diventare più efficace, magari meno bello.

Ma l’aspetto più importante di tutti è Simone Pepe. Che bello rivederlo in campo. Che bello sarà poterlo riutilizzare dal 2014 con costanza. “Senza Pepe non posso fare il 4-3-3″ ha sempre detto Conte. Vedremo.

Ora i bianconeri attendono il 9 gennaio quando scopriranno chi fra Sampdoria e Roma bisogna sfidare nei quarti di Coppa Italia. L’obiettivo è vincerla.

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