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Juventus-Bari 3-0 Me l’aspettavo

Fatti nuovi e fatti vecchi. Litigi e continue lamentele. Un vecchio saggio del calcio inglese diceva che “nelle ultime quattro partite molti giocatori decidono il proprio destino”. Tradotto significa che chi è in bilico fra la riconferma e la cessione nelle ultime quattro partite deve dimostrare di poter far parte della prossima rosa. In questa Juve che ha la necessità di buttare via tutto e rifare l’arredamento, cominciando dai piani alti, Juve-Bari serve solo per capire chi ha voglia ancora di Juve. Si segnalano perciò alcuni elementi. Uno è attualmente il difensore più forte al mondo al quale il contratto non va migliorato per regalo piovuto da cielo ma va adeguato. Adeguato alla personalità e alla utilità, alla sua voglia e determinazione, ad un senso di protezione che infonde in noi tifosi e alla squadra tutta. Si chiama Giorgio Chiellini e di professione fa il leader. In questa Juve, nella Juve che verrà e immediatamente a giugno nella Nazionale maggiore. A confermare come la Juve sia sempre la Juve e la Nazionale, a dispetto di una Melandri qualsiasi, non può fare a meno del bianconero. L’altro nome, guarda caso ancora in chiave azzurra, è Vincenzo Iaquinta. Avrebbe spaccato il mondo ieri, mentre noi tutti avremmo spaccato la testa di Zaccheroni. Come si fa a preferirgli un Amauri che assomiglia ad un giocatore di calcio solo per via delle scarpette? Come si fa a tenere legata una bestia indiavolata come Vincenzone che apre spazi e corre un matto? Ne beneficia Diego, ancora troppo impallato mentalmente per sfogare un talento innato ma dormiente, e ne beneficia tutta la Juve. Due gol e un rigore procurato, tanta corsa e fisico. E’ uno dei pochissimi punti fermi grazie anche alla sua immensa umiltà, pagata a caro prezzo con Ranieri prima e adesso con Zaccheroni. Ferrara – un saluto al grande Ciro omaggiato e difeso pure da Montero – lo faceva giocare. Il terzo nome che faccio è ancora un grande talento bianconero, cresciuto a Torino, torinese e con, prospettiva, un futuro più che roseo. Si chiama Claudio Marchisio, per tutti ormai il Veterano. Ha solo 24 anni ma il posto in Nazionale, guarda un po’, è sempre suo. Duttile, flessibile, trovate voi altri aggettivi. Dove lo metti gioca e gioca bene. E’ il più creativo dei centrocampisti. E’ anche il più mobile e se non fosse per qualche peccato di precisione, ma c’è da mettere in conto che corre e si sbatte per tre, la metterebbe pure dentro. Va al tiro, cerca il cross e il passaggio filtrante. Mette un po’ d’ordine: se volete pure il caffé credo non ci siano problemi per l’immenso Claudio. A lui fu preferito ad un certo punto Poulsen da uno che adesso prende per il culo l’ambiente romano.

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Sono tre i nomi che fin qui ho fatto. Ne potrei fare altri tre al volo: Buffon (perché uno così il calcio mondiale te ne sforna uno ogni 40 anni), Sissoko (perché sul maliano non c’è ombra in quasi tre anni di Juve) e Del Piero (se oltre che sul campo deve portare la bandiera pure per chi in panchina ha troppa fretta di sostituirlo… beh lunga vita a te Alex Magno). Colonna vertebrale della Juve che sarà, indipendentemente da chi sarà seduto su questa scottante panchina. Sei uomini nei quattro reparti cardine (e quanti ne vuoi?). Attorno a questi servono rinforzi, ricambi e almeno 3 big di fama internazionale. Ma forse stiamo ancora esagerando nel pensare al futuro.

Intanto la Juve si disfa del Bari. Nessuna sorpresa un paio di anni fa, invece oggi è quasi impresa. Considerando pure che il Bari sta addirittura tornando dalle vacanze. Battute a parte comunque la Juve lamenta grossi vizi tattici dettati dal non-lavoro e immense lacune fisiche. Dubito che questi ragazzotti abbiano seguito un programma di potenziamento e di allenamento adeguato alla categoria professionisti! Sarà una delle chiavi di svolta per il futuro.

Il brasiliano Diego infila una prestazione fatta di luci e ombre. Luci: l’ennesimo assist (la statistica parla a suo favore, ma la squadra lo lascia troppe volte da solo contro tutti, e molte altre volte è lui a cercare l’uno-contro-tutti) e tante sbavature. Di certo sul dribbling nessuno può insegnargli nulla. Di certo la disciplina non è il suo forte e serve perciò un grande maestro che lo guidi e lo plasmi sotto questo punto di vista. Io comunque non lo metto in discussione.

In difesa Cannavaro inizia ad avvicinarsi al Mondiale. Diciamoci la verità: ha alternato buonissime prestazioni a gettoni di presenza d’allenamento. Scelta errata di una dirigenza capace di bruciare Criscito e Ariaudo.

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A centrocampo Poulsen è autore di un’altra partita ordinata. Se vendi Melo solo per un big puoi benissimo tenerlo come ruota di scorta. Non è colpa sua se l’hanno comprato. E io so di chi è la colpa.

De Ceglie da una parte e Zebina dall’altra hanno firmato due prestazioni buone. Il primo deve crescere, il secondo a me fa simpatia. Anche per loro serve una conferma nel secondo caso (a patto di comprare il nuovo Roberto Carlos e riscattare Caceres) e una seconda chance (stavolta vera per Paolino De Ceglie).

Su Amauri ho già detto: 15 milioni e via. Il passaporto può tenerlo a casa perché in Sudafrica proprio non può andare. E non fa in tempo a farsi rilasciare il documento da qualche nazionale povera. Sono 23 i milioni spesi più Nocerino. Quasi quasi rimpiango il pitbull italiano che aveva ben impressionato nei primi 6 mesi bianconeri.

Voto insufficiente, largamente insufficiente,  per Zaccheroni. Sbaglia formazione iniziale, riprende tutto con l’innesto di un autentico fenomeno come Candreva (va assolutamente riscattato e messo in campo da qui fino alla fine della stagione, giovedì compresi) e del rabbioso Iaquinta, poi sbaglia tutto richiamando a gran voce Del Piero con Marchisio out. Molti hanno stigmatizzato il comportamento di Del Piero: la Juve rischiava così di giocare in 10 e per di più con l’ennesimo cambio caga-sotto. Io avrei tenuto Ciro Ferrara. Col senno di poi, ripeto, almeno Ciro è simpatico. Un po’ di sorriso in un ambiente che di sorridente ha solo il viso degli avversari di turno. Anche di questo la dirigenza maledetta dovrà rispondere. Fra circa tre settimane.

Infine la stampa. Le coltellate del derby e i numerosi incidenti in 800 stadi italiani passano inosservati. La lite al Comunale viene invece additata e mostrata come un cancro da debellare, di marchio Juventus ovviamente. La ferocia delle accuse e delle allusioni ha toccato vertici da capogiro e punte d’odio pari a un Hitler di fronte a uno dei popoli più sfortunati della storia. E il paragone non è un’esagerazione in quanto basta parlare con un tifoso bianconero per capire lo sconforto e il disgusto verso un mondo, quello di certi giornalisti, fatto di merda, di bugie e di un servilismo che ti fa venire voglia di scappare via e chiudere bottega. Calciopoli 2 nasce pure da questa grande esigenza umana: restituire un po’ di dignità a questa nostra povera nazione. Meditate gente, meditate!

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