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Juventus-Bologna 2-1 Dolcetto e niente scherzetto

Nella notte delle streghe la Juve si ricorda dei fotomontaggi regalati ai tifosi e decide di per una notte horror. In realtà è una notte dolcissima e pienamente meritata. E  ci risiamo: la Juve costruisce, domina, schiaccia l’avversario, ma non chiude la gara. Inversione di tendenza rispetto all’avvio di stagione, eppure l’attacco stavolta colpisce.

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Il turnover di Conte non intacca minimamente la manovra. Le bugie non si dicono e invece i giornali le praticano raccontando un match che non è mai avvenuto. Bonucci e Pirlo un gradino sopra gli altri per qualità tecniche in fase di impostazione, Giaccherini e Pogba superlativi, attacco soddisfacente per molti punti di vista. Il lavoro del tecnico leccese è semplicemente mostruoso se cambiando metà squadra il tasso di qualità non si deteriora. Soprattutto nel primo tempo la porta inquadrata dalle telecamere è soltanto una: quella del Bologna, ma la palla non vuole entrare.

La Juve è ben attrezzata dal punto di vista fisico e ha acquisito la giusta saggezza nella gestione della gara. A fine primo tempo si concede 10 minuti di pausa nei quali però il Bologna è costretto a un possesso palla sterile.

Ci scappa pure il gol, ma l’arbitro annulla: motivo ignoto visto che Pogba non fa assolutamente fallo e accanto a lui la moviola non segnala nulla di illecito. Contrariamente a quanto accade a parti invertite dove Gilardino mette una mano in faccia a Barzagli pronto al rinvio e forse tocca pure con la mano: fischio quindi che arriva prima del gol maledetto di Gabbiadini.

La Juve non soffre e regala sprazzi di calcio bello a vedersi. Giaccherini si fionda sempre negli spazi aperti da Bendtner, Quagliarella opera discretamente bene da seconda punta ma non ha la visione né la regia di Giovinco o Vucinic, mentre Pogba è semplicemente fantastico dalla trequarti in su. E’ il francesino l’attaccante più pericoloso: un colpo di testa di poco a lato, un gol annullato e un tiro di sinistro (Pogba è destro) che si infrange sul palo dopo un tocco morbidissimo e di elevata classe. Che giocatore, che campioncino. Gestisce la palla come un veterano e nonostante il fisico imponente è di una agilità elegante ed efficace.

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Bene Isla che sta trovando il giusto ritmo: non dispiacciono le sue scorribande anche se si vede che ogni tanto fatica e boccheggia. Stare fuori così a lungo dopo il grave incidente non permette un recupero lampo, ma i progressi si notano. Buoni alcuni palloni scaraventati al centro e bene in fase di non possesso. Viceversa, malissimo De Ceglie che spreca probabilmente l’ultima chance che Conte gli concederà da qui a Natale. A rischio la sua presenza in rosa perché è al terzo errore gravissimo e stavolta poteva davvero condizionare il cammino della Juve in campionato. Più per la mazzata psicologica che a livello di classifica. Spinge poco e male e non gode della fiducia dei compagni che dopo la mezz’ora non lo cercano più. Emblematiche alcune frenate di Pirlo e Giaccherini che hanno preferito tornare a destra dopo un cambio di gioco. Serve un vice Asamoah all’altezza.

Il gol arriva da un’invenzione di Pogba. Tocco morbidissimo da numero 10 per un ficcante Giaccherini. Il movimento è quello preferito da Conte: un andare in verticale senza palla sapendo che il centrocampo tanto lo trova e infatti Pogba lo trova con precisione millimetrica, in mezzo all’area c’è un Quagliarella solissimo che appoggia in rete facile facile. Sembra tutto chiuso e infatti la Juve prova a sedare i ritmi. Pirlo amministra, Giaccherini e Pogba lo aiutano in fase di costruzione, Bendtner si muove tanto e permette alla squadra di respirare andando a prendere palla fino a centrocampo, ma poi De Ceglie… decide di regalare allo stadio brividi gelidi. Insensata la scelta di disimpegnare in quel modo, in quel momento. Cosa gli sarà passato per la testa? Quei colpi può permetterseli solo Pirlo e certo sempre verso l’esterno del campo, non al limite dell’aria dove si trovano avversari famelici. Taider trova il jolly della sua carriera e Buffon alza gli occhi al cielo.

Alessio/Conte decidono di vincere la partita. Dentro Vucinic, Giovinco e Asamoah e cambio di modulo come ampiamente preannunciato dai tifosi: 4-3-3, trazione anteriore, con una boa in mezzo all’attacco (Bendtner) e due esterni molto pratici come Vucinic (a destra) e Giovinco (a sinistra). Un vecchio allenatore diceva che con le ali forti si vincono le partite e infatti…

La Juve preme, ma Agliardi non crolla. Ci provano un po’ tutti: Vucinic-parato, Giovinco-fuori, Giaccherini-fuori, Bendtner-a lato, fino a quando al minuto 92 Giovinco si libera del suo avversario sulla sinistra e morbidamente scaraventa al centro dove Pogba si inginocchia e deposita in rete.

E’ il giusto tributo per un campioncino che impressiona per il tasso tecnico imposto alle sue partite e il vizio del gol comincia a diventare un pregio che solitamente è solo dei grandi centrocampisti. Le parole di Alessio a fine partita dimostrano solo che la Juve ha visto giusto: “Dopo 20 minuti è diventato lezioso e invece deve essere più concreto”. Non credetegli: più concreto di così proprio non si può. 7 tiri in porta, un assist favoloso per Giaccherini, un palo, un gol annullato e la rete che decide il match. Paul Gol Pogba!

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