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Juventus-Bologna 2-1 Marchisio SuperFantaGenio

Una gara difficile da interpretare. La Juve2 in campo, i migliori fuori, per la prima volta il centrocampo rivoltato come un calzino, senza gli esterni titolari e senza Matri là davanti. La domanda che si è voluto porre Conte è stata: “che razza di Juve ho in mano?”.

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Le risposte le gradirei da voi lettori. Io, nel mio piccolo angolo di ragionamento che vuole essere questo blog, voglio proporvi le mie… di idee:

  1. alcune seconde linee stanno uscendo per forza di volontà e applicazione/dedizione tattica. Conte ha plasmato alcuni di loro, imponendo una corsa intelligente. Il gesto col quale si rivolge alla tribuna stampa dopo il gol di Giaccherini è forse la chiave di questo inizio di stagione bianconero: “non so se mi spiego”;
  2. Giaccherini ed Estigarribia, Marrone e lo stesso Pazienza garantiscono il giusto apporto di corsa e qualità. Giaccherini sta migliorando partita dopo partita e le sue accelerazioni possono davvero far male alla difesa avversaria, qualunque essa sia. Non può essere il nuovo Vucinic, figuriamoci, ma un ricambio molto utile sì. Il paraguiano sta ingranando: ieri è entrato solo per mettere peso sulla sinistra riuscendovi. Ha doti atletiche importanti (vedi la sgroppata di 60 metri), ha una buona tecnica e migliorerà ancora; ottimo Marrone: Conte se lo sta coccolando ormai da 2 anni e il motivo per cui lo tiene in naftalina è banale: “studia da campione accanto a Pirlo e imparerai!”. Pazienza mi sembra uno di quei tanti giocatori che piacciono a Lippi: zitti, lavorano sodo e quando vengono chiamati in causa danno il loro apporto, molto positivo. Mi ricorda, per interpretazione del ruolo di seconda linea, un certo Zalayeta;
  3. il ritorno di Quagliarella si avvicina: non può essere il terminale di attacco in stile Matri perché gli manca un po’ di peso e il suo istinto lo porta in tutte le zone d’attacco. Non può essere nemmeno il Vucinic della situazione perché non ha le sue sgroppate spacca partita e spalle alla porta è meno bravo del montenegrino. Certamente può essere una carta interessante, importante. Vorrei vederlo in coppia con Matri in un 4-2-4 che a questo punto è sempre più probabile qualora Pirlo non dovesse farcela per lunedì sera;
  4. il Capitano Alex Del Piero merita più di un applauso: a 37 anni arriva in fondo al match, dopo 120 minuti tiratissimi, ancora lucido. Prende botte e va a contrastare di testa, lui che in testa ha un dolore ancora forte e ben 8 punti di sutura. Ci teneva ad esserci e insegue il primo maledetto gol stagionale che ieri non è arrivato per questione di centimetri. La sua voglia e la sua professionalità sono un esempio inimitabile: lo guardo e capisco cosa vuol dire la parola “campione”. Grazie Capitano;
  5. la difesa regge, nonostante De Ceglie e Sorensen mostrano ampi limiti, soprattutto l’italiano e questa è una bocciatura per quanto mi riguarda. Attacca poco, difende male. Non a caso Marotta sta cercando due terzini: uno a destra capace di sostituire l’insostituibile Lichtsteiner e uno a sinistra in grado di dare il cambio a Chiellini;
  6. la manovra è ancora buona. Spaventoso ancora una volta il possesso palla, con Marrone e Pazienza chiamati a un ordine tattico perfettamente rispettato: ciò significa che Conte è un vero maestro nella didattica perché cambiano gli uomini, tutti da metà in campo in su, ma lo spartito resta identico.

E ora non so che tipo di parole usare. Ho usato fenomeno e campione, ho usato genio e talento, ma ora sono finiti gli aggettivi. Qualcuno mi suggerisce un complimento per Claudio Marchisio?

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Entra alla fine del primo tempo e si mette a disposizione di un centrocampo orfano della qualità di Pirlo e Vidal. Entra come un veterano e dà il cambio a Marrone. Il telecronista non si accorge però che la differenza di età fra i due è veramente minima, eppure Marchisio viene percepito come un vecchio saggio. Entra e domina. Domina dall’alto di una classe infinita e di tonnellate di personalità.

Non un pallone sprecato e poi il sigillo, l’ennesima perla. Si tratta di perla perchè il gol non è semplice da realizzare. Riceve da Elia (pimpante, ma ancora disordinato e troppo arrembante: impari da Pazienza, faccia le cose facili e vedrà che può essere davvero protagonista) e la tocca di destra, quindi il tacco a farsi passare la palla da dietro le gambe e via di sinistro sul palo più lontano. Lo stadio si illumina di un lampo abbagliante e lui corre verso la bandierina, mentre in curva la gente si stropicciava gli occhi. Qualcuno ha pure esclamato: “ancora lui? Non ci credo!”.

Credeteci invece. Di nome fa Claudio, di cognome fa Marchisio e oggi, voti e numeri alla mano, è il più forte centrocampista al mondo. Made in Juve!

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