Più che Signora, proprio per nulla saggia e quindi Vecchia, questa Juve è una Signorina. Con vizi e virtù delle signorine: si piace un po’ troppo, si specchia di più, troppe volte poco efficace.

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Trucco e parrucco uguali alla serata contro il Siviglia, e non era mai capitato in questa stagione che andassero in campo gli stessi 11 della partita precedente. Un piccolo indizio che qualcosa di solido sia stato raggiunto?

Eppure la domanda è: perché Hernanes in campo e Lemina fuori? Il francesino è tagliato per quel ruolo davanti la difesa, dimostrando pure una certa disinvoltura nell’amministrazione di certi palloni. La logica imporrebbe il suo nome sempre in campo, almeno fino al rientro di Marchisio.

Ma non è colpa di Hernanes se la difesa si fa tagliare in quella maniera al minuto numero 4. Mentre è colpa del brasiliano se ogni tanto perde la bussola e la Juve si scopre vulnerabile e scoperta, in preda a contropiedi che gli anni precedenti non facevano nemmeno in tempo a partire. Su questo bisogna lavorare, perché là davanti la produzione di palle gol assume un profilo imabarazzante se rapportato al numero di realizzazioni.

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Morata che sbaglia in quella maniera fa sospettare che lo spagnolo stia peccando di poca umiltà nei confronti della Serie A. Al contrario, Dybala si è caricato il peso della costruzione delle azioni insieme a un fondamentale Cuadrado. L’ex Palermo dimostra carattere a quintali, anche quando con freddezza sigla il rigore del 2-1.

Che Khedira chiuda i giochi assomiglia infine a una specie di segnale, compreso il ritorno in campo di Asamoah. I tasselli cominciano a essere inseriti nel verso giusto, nel posto giusto.

Avvertenza: la scalata potrebbe provocare godurie mai provate in passato.

Contro-avvertenza: senza continuità, la delusione potrebbe invece rilevarsi più amara del previsto, alla luce delle potenzialità di questa rosa (e del peso delle avversarie).

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