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Juventus-Cagliari 1-1 Ciao ciao sogni scudetto

Non è rabbia, non solo rabbia almeno. E’ la coscienza di una squadra non pronta per i vertici. Perché contro il Cagliari, in casa, con un derby serale in cui si affrontano i rossonerazzurri, non puoi nemmeno permetterti di pareggiare un tempo.

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Invece è accaduto e la forza d’urto della Juve sta spegnendosi. I tre tenori sono stanchi, con Pirlo che non riesce a risolvere del tutto il problema al ginocchio. Perché il mercato invernale ha portato Borriello e non Tevez, perché Conte ha preferito Krasic a Elia, e purtroppo non abbiamo Nani. E perché questo Del Piero proprio non serve.

La Juve ha basato la sua forza, fin qui, sulla grande combattività, sul ritmo imposto agli avversari. Sarà la preparazione invernale, sarà il rientro, sarà quello che volete, ma questa non è la Juve di inizio stagione. Lenta e a tratti anche abulica, molto poco cattiva sotto porta. E Conte è stato chiaro: “chi soffre concorrenza o ansia… non può stare alla Juve”.

Per esempio non può starci Krasic: completamente spaesato, perfino i movimenti più elementari di un esterno è riuscito a sbagliare oggi. Poi la ciabattata finale è proprio il segno più tangibile di un addio che prima viene e meglio è. E fatico a spiegarmi l’isolamento di Elia: Mister, che succede alle sue scelte? Su che basi fuori Elia e dentro Krasic?

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Servivano oggi 11 Lichtsteiner: maestoso sulla fascia, per ritmo, volontà e classe. Sarebbero serviti anche 11 Vucinic, sfiancato dal lavoro difensivo. Sarà forse il caso di spostare il montenegrino più vicino alla porta o modificare uno schema che non ci permette più di portare molti uomini davanti al portiere avversario.

E ottimo pure De Ceglie, davvero sorprendente. Buon segnale di personalità da parte di un ragazzo chiamato a diverse risposte nei prossimi mesi.

Poi però c’è pochissimo da commentare. Matri bene in fase di costruzione, ma è mancato il gol. Bene Vidal in fase di contenimento, ma gli inserimenti sono inefficaci. Bene Marchisio in fase di costruzione, ma l’apporto in zona offensiva è pressoché nullo. Offuscato Pepe.

Qui Marotta e Conte devono porre rimedio: al 100% alcuni giocatori tornano al loro livello naturale, livello che alla Juve non può essere la titolarità. E purtroppo Conte aveva visto molto lontano già a ottobre, quando dopo il pareggio col Genoa disse “non ho mica Tevez e Nani”. Come a dire: certe partite te le risolvono i fuoriclasse. Ecco cosa manca dunque, in questa fase in cui i tre tenori di centrocampo stanno tirando giustamente il fiato.

Sono 2 punti persi e l’addio definitivo, per quanto mi riguarda, a qualsivoglia sogno di titolo. Queste partite valgono molto più di 3 punti quando le vinci. L’hai pareggiata: ecco, perfetto, anzi no, malissimo. Occasione sprecata e ora occhio a chi insegue.

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