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Juventus-Cagliari 4-2 Bip Bip ne fa tre

In apertura di match Beppe Signori, dallo studio di Mediaset Premium, si lancia in un pericoloso discorso:

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Krasic è sicuramente un giocatore interessante, ma a differenza di Nedved segna poco.

Semplicemente un mito, così come il sorriso già alla fine del primo tempo quando Krasic, quel Krasic, aveva infilato due gol. La partita può essere letta così, ma anche in un altro modo.

Dopo la batosta presa dal Palermo, dove la Juve aveva retto al proprio ritmo solo per i primi 20 minuti, salvo poi svegliarsi negli ultimi 10 mostrando una rabbia piacevole, i bianconeri stendono il Cagliari. Ancora 4 reti, ancora 2 gol subiti, ancora tanta corsa e tanta dedizione.

Finalmente Del Neri dà spazio ad Aquilani e schiera un reparto offensivo fra i migliori del campionato: Pepe a sinistra, Krasic a destra, Iaquinta e Amauri davanti. Qui sta la chiave del gioco offensivo bianconero, con Aquilani a dettare geometrie insieme ad un rinato Felipe Melo. Questo è il fuoco della Juve, ancora troppo sofferente dietro per sperare di vincere le partite in tranquillità. Ma sono comunque grossi passi avanti rispetto al passato recente. E tanto ancora c’è da migliorare.

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Protagonista assoluto del match il biondo serbo, quello che assomiglia a Nedved. Milos Krasic è forse l’acquisto più importante del dopo Calciopoli, e pare difficile una smentita nel prossimo futuro. Ha corsa e tanta quantità, ottimo dribbling, tanta dedizione, molto fiato e un senso istintivo di puntare l’avversario e la porta. Tutte caratteristiche che alla Juve mancavano proprio dall’addio di Nedved. Gioca a destra, ma in fase offensiva te lo ritrovi un po’ dappertutto, soprattutto in zona centrale quando non ha palla, pronto per puntare l’area avversaria. Il primo gol nasce da una respinta della difesa e un buon tiro al volo, chirurgico per precisione e potenza. Il secondo gol è una perla per l’inserimento e il tocchetto che mette fuori causa il portiere. Il terzo gol mostra ancora una volta la ferocia con la quale, palla al piede, decide di andare in verticale. Lo aiuterà una deviazione, e ogni tanto un po’ di fortuna serve pure a noi. Per il resto, è il solito Krasic che si sbatte come pochi sulla fascia, che stanca l’avversario di turno puntandolo per metri e metri, per novanta minuti.

Come Krasic… Pepe. Il nazionale di Lippi non avrà il dribbling spettacolare di Cristiano Ronaldo, né la dedizione di Soldatino Di Livio, ma la corsa e l’efficacia sono fondamentali per gli attaccanti bianconeri. Prezioso in fase di copertura, più del serbo, utilissimo in fase di spinta. Siamo già a un gol (contro la Samp) e due assist.

Menzione particolare per Felipe Melo, praticamente leader del centrocampo e – inaspettatamente – leader carismatico di una Juve che deve avere nella ferocia un’arma preziosa per stroncare gli avversari. Recupera palloni in quantità industriale, ne gioca altrettanti con una serenità mai vista l’anno scorso. Sempre puntuale nelle chiusure e nelle ripartenze. Non ha ancora beccato un “suo” giallo (chi vuol capire… capisca) e trascina come pochi. Ampi meriti per Del Neri e Marotta, e per tutti i suoi compagni come lui stesso dirà a fine partita. Sono le sue le parole più belle per descrivere il match e il nuovo corso Juve. “Mi aiutano tutti, la società e i compagni, e io sono contento di poter giocare in questo modo”. Figurati noi se siamo contenti, Felipe!

Chi sembra proprio fuori dal progetto, e mi dispiace terribilmente, è Momo Sissoko. Quarta scelta dopo Melo, Marchisio e Aquilani, il maliano soffre un ruolo che non sembra suo. Strano perché nel 4-4-2 di Ranieri si era inserito a meraviglia. Appare stordito, poco lucido, molto poco combattivo. Non chiude e non attacca, smista palloni che perde facilmente e anche la corsa è opaca. Che succede Momo? Qui abbiamo bisogno di tutti. Come dei piedi di Aquilani. Per il romano è la prima vera, e convincente, apparizione con la maglia della Juve. Ha solo bisogno di lavorare fisicamente, ma il fiato è già buono e sui piedi non si discute. Con Melo a fianco può giocare molti palloni in tranquillità e il suo tiro da fuori può rivelarsi un’arma preziosa. Buoni lanci e ottime aperture. Benvenuto Alberto!

E chiudiamo con le note negative. Chi ha fatto scuola calcio capirà immediatamente che gli errori difensivi della Juve derivano da un lavoro massacrante che Del Neri sta facendo svolgere a tutto il comparto difensivo. Errori elementari nel posizionamento, diagonali mal riuscite. E’ solo una prima fase di un assestamento che dovrà, però, avvenire in fretta. Buon lavoro a tutti. E buona fortuna ad Amauri, vittima, pare, di una semplice contusione alla caviglia. Sarebbe un peccato rispedirlo in infermeria. Proprio adesso che ci serviva come il pane.t

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