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Juventus-Cesena 2-0 Il genio Marchisio risolve la pratica

Mai vista una Juve così. In realtà l’ho vista poche volte. I temi da trattare sarebbero tantissimi: l’assenza di Pirlo che non ha pesato, una manovra ancora più significativa, un dominio territoriale pauroso, la scarsa vena di Matri rimpiazzata da un duo di centrocampo fra i migliori al mondo, il rientro progressivo di Fabio Quagliarella.

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E poi ci sono diversi dati: la difesa resta ancora imbattuta, Buffon inoperoso, l’esultanza di Conte che per poco, guarda il paradosso, non butta giù lo stadio, e i denti stretti di Andrea Agnelli prima del match. A significare il dettame più profondo di questo nuovo corso: tornare vera Juve.

Juventus-Cesena può essere letta in questi numeri:

  • 21 tiri in porta della Juve contro 1 solo del Cesena;
  • 10 calci d’angolo a 1 per i bianconeri;
  • 71% di possesso palla della banda di Conte, cifra record negli ultimi anni di campionato italiano.

Tutto questo nel giorno in cui Pirlo è assente. Cioè è assente il miglior regista al mondo. Al suo posto un ordinatissimo Pazienza: non spreca una palla e mette in pratica la più semplice regola del gioco del calcio. Pochi tocchi, giocata semplice e Pazienza porta a casa una gara da 6,5. In realtà è il centrocampo il vero grimaldello di questa Juve.

Stratosferico Vidal che è tornato al gol. Ma per lui ancora un assist decisivo e una partita di corsa e sostanza da paura. Costato quanto Alvarez è probabilmente uno dei centrocampisti più completi del campionato italiano. Oscurato soltanto dal suo compagno di reparto Marchisio.

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Che dire de Il Principino? Genio come pochi, assolutamente il migliore in campo per la capacità di interpretare il ruolo di leader, di interdittore, di costruttore e di finalizzatore. Sono 6 i centri in campionato, una rete ogni 180 minuti, anche meglio di certi attaccanti. Goleador stagionale insieme a Matri che ieri è incappato in una gara no. Poco male perché il 7-2-1 del Cesena viene frantumato da un colpo di genio di Marchisio: assist di Vidal, stop preparatorio per un sinistraccio sul primo palo su cui Antonioli non può nulla. E lì si scatena, come poche volte in questa stagione, Mister Conte. I vetri del palchetto subito dietro la panchina bianconera reggono a fatica l’urto di Antonio il Profeta. Carica agonistica incredibile, carica trasmessa a tutto il gruppo.

La Juve vola, segna ancora con Vidal su un rigore su ci sarà da riflettere perché le regole sono bislacche, sale ancora a +2 in classifica, risponde a Udinese e Milan e può preparare in tutta tranquillità la gara infrasetimanale col Bologna in Coppa Italia.

Non sta in piedi la giustificazione dell’assenza di Coppe: la Juve ha giocato sabato, martedì, domenica e giocherà di nuovo giovedì e lunedì. La verità è molto più semplice: questa squadra, fin qui, si è dimostrata ben al di sopra della media nazionale. Forte di un gruppo coeso e di grande qualità e di un gioco che in Italia non ha eguali. Il possesso palla del 71% è imbarazzante e perfino Arrigoni si è arreso all’evidenza: non ha funzionato nemmeno il 7-2-1 schierato dal Cesena.

Un appunto per Quagliarella: ancora lontano dalla forma migliore, per lui ci sarà il rientro da titolare giovedì in Coppa Italia, ma dovrà recuperare in fretta l’agonismo mentale. Fabio ti aspettiamo, ma affretta i tempi. Arrivare in fondo all’anno coi soliti noti è praticamente impossibile e la Juve ha bisogno di ricambi d’eccellenza.

Infine un augurio a Capitan Del Piero. Sfortuna incredibile per Alex, speriamo non ci siano complicazioni e che possa tornare abile e arruolabile per Novara.

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