Ci sarebbe mille seri argomenti su cui discutere, ma prende piede (almeno limitatamente sui giornali) la nuova Juve. Cioè quella che Marotta dovrà allestire per il prossimo anno muovendosi in anticipo già da adesso.

Advertisment

Posto che non ci sono moltissimi soldi e che le eventuali entrate non permettono di sorridere più di tanto (pensa agli 8 milioni necessari per acquistare Sissoko, altrettanti o poco meno per Amauri, circa 5 milioni per Iaquinta e via così), Marotta ha comunque sguinzagliato in giro per l’Europa una schiera incredibile di osservatori. Già questo la dice lunga su come sono cambiate le cose in casa bianconera: prima si leggevano i giornali, ora si prova a toccare con mano. Certo che se per ogni osservatore avvistato si imbastisce una trattativa (almeno limitatamente sui giornali) più che chiarirci le idee… le confondiamo a più non posso.

Ma tant’è, è il fantamercato di aprile. Che segue quello di marzo e anticipa quello di maggio che è poi in scia alle vere trattative dell’estate. Estate che comincerà nel migliore dei modi per la Juve. La prima occasione per sorridere è il rientro di Quagliarella che è previsto per le ultime tre giornate di campionato. Praticamente (forse) inutile per qualsivoglia obiettivo, fondamentale invece per rompere il ghiaccio col rientro in campo e prepararsi con un altro spirito alla prossima stagione. Che sarà alla Juve, perché il riscatto di Fabio è assicurato dai primi 4 mesi in cui, quasi da solo, tenne viva una Juve tremendamente aggrappata alle sue giocate (che hanno influenzato pure i gol dei centrocampisti, leggi Marchisio, Aquilani e Krasic). La seconda occasione per sorridere sarà poter vedere in coppia Matri e Quagliarella, che, a meno di colpi di scena sul mercato, per me sarà la coppia del prossimo futuro. Giovani e aitanti, italiani e ben integrati fra loro. La terza occasione per sorridere è proprio la non necessità di spendere oltre un mese a capirci qualcosa di Juve e della situazione disastrosa trovata in Corso Galileo Ferraris. Cioè quanto accaduto un anno fa, a fine maggio, quando si insediarono Marotta-Paratici e Andrea Agnelli.

E partiamo col fantamercato.

Alla Juve servono almeno due terzini affidabili. Di spinta e in grado di garantire un certo numero di presenze. Paolo De Ceglie sarà l’ennesima scommessa, visto che il ragazzo aveva cominciato molto bene la stagione per chiuderla praticamente con quel maledetto infortunio. Sono trascorsi 5 mesi di De Ceglie non si ha più notizia. Grosso e Traoré verranno gentilmente salutati, e sì che il campione del mondo è sembrato rinato contro la Roma. Fuoco di paglia?

Advertisment

A sinistra e a destra i nomi sono tanti. L’impressione è che si punterà su De Ceglie affiancandogli Michel Bastos, capace quest’ultimo di ricoprire tutti i ruoli di fascia: terzino e soprattutto ala, garantendo così a Del Neri ampio ventaglio di scelta. Un bel paio di milioni di euro saranno spesi per Beck, dai capelli biondi e buona personalità. Fa il capitano in una modesta formazione tedesca, ma ha alle spalle ottime prestazioni in Nazionale. Niente da fare per Motta e Grygera soppiantati da Sorensen la cui riconferma non può essere messa in dubbio, pena una chiamata alla più vicina neuro.

A centrocampo saluteranno Sissoko e Martinez, oltre a Salihamidzic. Svecchiamento e soprattutto incremento di qualità. Gli incontristi ci sono e per me sono intoccabili: Felipe Melo e Marchisio (il quale pare aver soffiato la fascia di capitano a Chiellini, se non altro per un rendimento superiore). Aquilani verrà riscattato a meno di clamorosi colpi di scena e quindi serve una pedina. L’ipotesi di poter prendere Pirlo a parametro zero non è da scartare a mio avviso. Qualunque sia il modulo su cui si punterà la prossima stagione, le qualità del Nazionale Italiano sono indiscutibili e da anni ormai la Juve cerca un regista di quel tipo. Non capisco però perché il Milan dovrebbe privarsene. Anzi sì: 6,5 milioni di euro sono tantini e certo non può prenderli alla Juve. Staremo a vedere confidando che a Torino faranno comunque la scelta giusta. Se non Pirlo, allora il sogno resta Mascherano per costruire un centrocampo solidissimo: il preferito di Maradona è in grado di garantire equilibrio, forza, dinamismo e un po’ di ordine. Anche qui non capisco perché il Barca dovrebbe privarsi del suo recente acquisto: anzi sì, non gioca mai e Guardiola ha in rampa di lancio un giovanotto mica male. Il terzo nome, uscito di recente, è quello di Montolivo e credo che qui il discorso Nazionale di Prandelli si faccia sempre più interessante. La mediana composta da Montolivo-Aquilani-Marchisio è praticamente il terzetto azzurro con cui Prandelli ha disegnato il suo 11. Tre centrocampisti dai piedi buoni capaci di garantire la giusta giocata in ogni parte del campo e in ogni minuto della partita. Tre centrocampisti in grado di garantire copertura totale dei sistemi di gioco con cui la Juve potrà presentarsi la prossima stagione: 4-4-2 delneriano (con Montolivo-Aquilani in mezzo e Marchisio sulla fascia sinistra, Krasic a destra) 4-3-3 (con appunto i tre tenori e Krasic avanzato in attacco, Quagliarella a sinistra e Matri in mezzo) e difficilmente il 3-4-3 (con tre centrali puri, tipo Bonucci-Barzagli-Chiellini, a coprire la mediana composta da Montolivo-FelipeMelo-Aquilani-Marchisio). Fantasia tattica epperò all’estero questi schemi funzionano, mentre in Italia vengono banditi come pazzia o chissà cosa. Il più avvicinabile dei tre è Montolivo per il quale la Juve potrà giocarsi alcune contropartite: Sissoko, Amauri e lo stesso Iaquinta, più un piccolo conguaglio!

Su Simone Pepe tendo a ragionare in questo modo: quali competizioni giocherà il prossimo anno la Juve? Io preferirei nessuna internazionale, solo campionato e Coppa Italia e ho già espresso le mie ragioni. Tutt’altro che faziose se solo si mettesse da parte la delusione cocente delle ultime due annate. Verrà riscattato se e solo se l’anno prossimo la Juve giocherà la Europe League. Perché c’è bisogno di un vice-in-fascia. Destra o sinistra per Pepe non fa differenza. E, nonostante le critiche vuote, si è dimostrato uno dei più positivi per corsa, impegno e fatti dimostrati sul campo. Accolto con indifferenza ormai la storiella del brocco non regge più ed è pure antipatica nei confronti di un minimo di dignità intellettuale.

Nodo attacco. Alessandro Del Piero inaugurerà il nuovo stadio e sarà pronto per salutare (già piango) una maglia onorata come nessuno mai aveva fatto nella storia bianconera. Saranno 19 gli anni di permanenza, con numeri che non riesco più a commentare. Ancora lui con quel 10 stampato sulla pelle, più che sulla maglia.

Matri e Quagliarella rappresentano, come detto, presente e futuro. Hanno dimostrato, sino a qui, coi numeri di poter diventare protagonisti con questa maglia meritandosela a forza di gol e prestazioni. Citando un grande… solo un cieco può non vedere quello che hanno combinato questi due ragazzotti qua.

Luca Toni rischia seriamente di salutare Torino. Potrà rappresentare l’ancora di salvezza in certi momenti della stagione, momenti che a Torino in realtà sembrano essere il quotidiano: infortuni, assenze, defezioni dell’ultima ora. Buono buono in panchina e con tanti cross a disposizione può pure rendersi utile. Ma tutto dipende dall’acquisto. Perché un acquisto là davanti la Juve lo farà. Gilardino, Benzema, Giuseppe Rossi, finendo con Neymar. Tutti nomi costosi, tutti nomi che però servirebbero a questa Juve. Per diversi motivi. La potenza di fuoco di Benzema sarebbe perfetta in un 4-4-2 come aveva in mente Del Neri di applicare: Matri-Benzema o Quagliarella-Benzema. Giocatore d’area, giocatore in grado di svariare lungo tutto l’arco d’attacco, che sa giocare spalle alla porta, ma è pure capace di puntere l’uomo e tentare la giocata singola. Costa, ma con Mourinho si può fare: se l’è messo subito contro e potrebbe essere l’affarone postCalciopoli. Su Gilardino glisso: confesso che ho negli occhi la sua stagione a Parma. Che attaccante, scatenato e pazzo, come lo fu in quel magnifico europeo. Ma, appunto, tanti tanti anni fa. Nel frattempo una parentesi non proprio fortunata, nonostante i numeri avrebbero dovuto dargli ragione, col Milan e poi i soliti gol alla Fiorentina. Il dubbio è uno soltanto: reggerà l’ambiente juventino, squadra peraltro per cui tifa sin da bambino? Ecco perché io punterei, tutto sul piatto, su Giuseppe Rossi. Mi piace da pazzi. Il testone d’america potrebbe raccogliere il testimone di Alessandro Del Piero. Anche su di lui in Italia si tende a ragionare con una supponenza che è stancante e deprimente. Ha numeri da fuoriclasse assoluto, una personalità strabordante. In Spagna ne parlano di un bene infinito, soprattutto per la serietà dei discorsi e dei comportamenti, cosa che un tempo alla Juve era privilegiata rispetto al numero di gol o all’età o al tiro-a-giro! Col Villareal è entrato nella storia, a Parma salvò Ranieri praticamente da solo in appena 4 mesi, in Nazionale non ha mai deluso, insieme a Giovinco formò la coppia delle meraviglie con la maglia dell’Under 21! Ha 23 anni… ma che cosa si aspetta per portarlo a Torino??? Su Neymar nemmeno comincio il discorso: un 17enne che vanta gli occhi di Barca e Chelsea… vabbé, ci siamo capiti?

Advertisment