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Juventus-Fiorentina 1-1 Che serva da lezione

Sarebbe fin troppo semplice prendersela con Motta o con Del Piero, con gli acciacchi che hanno condizionato la settimana di Aquilani o con la semplice sfortuna. Purtroppo, o per fortuna, il pareggino misero con una mediocre Fiorentina racconta ancora una volta la realtà: se la Juve è al top, negli undici ha pochi rivali! Viceversa, se la corsa e il fiato vengono meno, allora la Juve soffre terribilmente la mancanza di ottime seconde linee. Ne abbiamo veramente poche in grado di dare il cambio ai titolari e abbiamo diverse assenze. Fra queste ottime seconde linee c’è Pepe che con la sua punizione ha tolto la Juve da una situazione antipatica.

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La partitina con la Fiorentina deve pure servire da lezione per le dichiarazioni pre-match. Tutte da evitare, tutte fuori luogo prima ancora che inutili e non veritiere. La Juve non è da scudetto, perchè è nuova, perché non è attrezzata e perché non può sopportare carichi di lavoro di nove mesi. Periodaccio nelle prime quattro partite, poi i tre pareggi nelle ultime quattro gare. Sono tutti ruolini di marcia incompatibili con una pretendente allo scudetto. Certo in Italia la situazione è grave: il nostro calcio è molto povero e allora ci si può provare. Ma per costruire una grande Juve si deve passare dall’accettare l’attuale situazione.

Venendo al match non posso che cominciare dalla fascia destra. Deficitario Krasic che forse aveva il bisogno di riposare dopo il recupero lampo dall’infortunio. E già giovedì c’è assoluto bisogno del suo contributo. Imbarazzante Motta: avrei voluto Sorensen in campo. Il terzino ex-Toro sta soffrendo il cambio di maglia, ma c’è urgente bisogno di una pedina importante. E’ una richiesta a Marotta.

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La sfortuna va e viene. Certo noi siamo molto molto molto in credito con la fortuna, ma come detto la fortuna deve essere cercata. E ieri si è fatto poco. Assente Del Piero: 19 gare da eroe, ma è prima di tutto un uomo. Per di più di 36 anni. Le sue pause dobbiamo sfruttarle per tentare di giocare altre carte. Deve rifiatare e, paradossalmente, non può farlo. Quagliarella ne soffre. Sembrava quello più in palla insieme a Marchisio, ma è poco assistito e quando è assistito viene servito male o troppo lontano dalla porta.

C’è un problema pure di percentuale di successo per quanto riguarda i tiri nello specchio. A questi livelli una grande squadra deve sfruttare al massimo ogni possibilità di tiro. La Juve deficita ultimamente e questo è un male. Se poi il gol ce lo facciamo da noi… allora diventa dura vincere le partite. Forse Iaquinta doveva entrare prima, forse accanto a uno stupendo Melo (ha dato la scossa, ha prodotto un paio di incursioni ottime… che cosa vuoi di più?) non serve un Aquilani a metà della forma, forse sulla destra serve un vero terzino. Lo spirito battagliero induce comunque all’ottimismo. Lasciamo lavorare questi ragazzi senza pronunciare frasi senza senso. Umiltà e lavoro. Ieri è mancata clamorosamente l’umiltà. Che serva da lezione!

P.S.

Visto che a piangere gli altri ci guadagnano, il minutaggio del primo tempo ha registrato una stranezza. Un infortunio a Gilardino che ha richiesto l’ingresso della macchinina. Tempo totale perso uguale a 3 minuti, dal minuto 7 e qualcosa al minuto 11. Più una serie di interruzioni. Minuti di recupero pari a 1. Qualcosa non torna.

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